Calabria

Azienda Zero, Fp Cgil e Uil Fpl denunciano inefficienze e comportamenti antisindacali


Non c’è pace per il sistema sanitario calabrese. Al centro della bufera finisce nuovamente Azienda Zero, l’ente nato nel 2021 con l’ambizione di razionalizzare e centralizzare la sanità regionale, ma che oggi si ritrova a dover rispondere a pesanti accuse di inefficienza e condotte poco trasparenti. A sollevare il caso sono i segretari generali di Fp Cgil, Alessandra Baldari, e Uil Fpl, Walter Bloise, che denunciano una gestione del personale “al limite della legalità”.

Il monito della Corte dei Conti: un ente ancora incompiuto

I problemi partono da lontano, e precisamente dalle recenti relazioni della Corte dei Conti. Nonostante siano passati quattro anni dalla sua istituzione, Azienda Zero risulta ancora un “cantiere aperto”. Il processo di subentro nelle funzioni strategiche e nella gestione sanitaria accentrata (GSA) è parziale e privo di una cronoprogramma certo. Secondo i magistrati contabili, questo stallo genera un “quadro non delineato” che impatta negativamente sulla capacità di cura e sulla gestione delle risorse in una regione già martoriata dai disservizi.

Trasferimento shock per 1200 lavoratori dell’emergenza

La tensione è esplosa a seguito della decisione di trasferire oltre 1200 operatori dell’emergenza-urgenza dalle varie Asp ad Azienda Zero. Un’operazione di proporzioni storiche — mai vista in Calabria negli ultimi trent’anni — che secondo i sindacati verrebbe gestita in totale spregio delle norme.

“Stiamo parlando di persone, non di un gregge da spostare da un recinto all’altro,” attaccano Baldari e Bloise. La denuncia riguarda la convocazione selettiva di alcune sigle sindacali, escludendone altre, per discutere di un passaggio che comporta la modifica del datore di lavoro. Un atto che, secondo il sindacato, viola l’obbligo di consultazione preventiva previsto dalla legge e mette a rischio le tutele dei rappresentanti RSU.

Mancanza di fondi e contrattazione: il nodo del salario accessorio

Oltre al metodo, i sindacati contestano la sostanza economica dell’operazione. Azienda Zero, ad oggi, non possiede una propria rappresentanza sindacale interna né, cosa più grave, ha istituito il “Fondo risorse decentrate”. Senza questo fondo, è impossibile garantire ai lavoratori i trattamenti accessori e la contrattazione integrativa.

“In pochi vorrebbero decidere le condizioni di lavoro di migliaia di professionisti,” denunciano Fp Cgil e Uil Fpl, smentendo le voci di un “trasferimento volontario” circolate recentemente sulla stampa e parlando invece di una manovra calata dall’alto senza garanzie per il futuro economico dei dipendenti.

GSA e avvalimento: dubbi sulla trasparenza

Un altro fronte critico riguarda le funzioni della Gestione Sanitaria Accentrata (GSA). Secondo il comunicato, Azienda Zero starebbe esercitando tali compiti avvalendosi di personale del Dipartimento della Salute senza criteri di scelta trasparenti. I sindacati pongono un interrogativo polemico: perché per i precedenti trasferimenti (informatica e gestione personale) sono stati previsti colloqui e opzioni di scelta, mentre per chi opera in prima linea nell’emergenza si procede in modo così autoritario?

La minaccia di azioni legali

La rottura sembra ormai totale. Fp Cgil e Uil Fpl hanno già avvertito il Presidente della Giunta Regionale: la tutela degli iscritti passerà per ogni sede competente, non escludendo il ricorso ai tribunali per condotta antisindacale. “Dov’è finita la partecipazione e la trasparenza promessa dalla legge istitutiva?” si chiedono i segretari. La sensazione è che la sfida per la “sanità a km zero” sia appena iniziata, ma sui binari sbagliati.


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