Un nuovo futuro per il porto di Barletta dal 29 maggio: le tappe di un risultato storico
Il 29 maggio 2026 è una data da segnare sul calendario dei grandi eventi del territorio di Barletta e dell’intera provincia. E’ infatti il giorno in cui ufficialmente prenderanno il via i lavori di allungamento dei moli foranei e messa in sicurezza complessiva del porto di Barletta. Un progetto accarezzato da decenni e adesso concretizzato con un finanziamento da 38 milioni di euro, fortemente sostenuto nell’arco di quasi 15 anni dal senatore di Forza Italia Dario Damiani, con l’obiettivo di trasformare lo scalo in un hub strategico per tutto il Sud. I lavori dovrebbero durare 790 giorni e concludersi, quindi, nel mese di luglio 2028.
L’imponente opera pubblica prevede il prolungamento dei moli di ponente e levante, precisamente il molo di ponente fino a 805 metri (attualmente è lungo 300 metri) e quello di levante di altri 140 metri, mirando a proteggere l’area interna per potenziare le attività commerciali, con l’auspicio anche di un futuro sviluppo turistico. I lavori, che inizieranno appunto il 29 maggio prossimo con la consegna ufficiale nel corso di una cerimonia alle ore 11 all’interno dell’area portuale, alla presenza anche del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, a un raggruppamento (RTI) guidato da Fincosit srl/Fincantieri s.p.a., miglioreranno la competitività logistica dell’area BAT, ma anche barese e della Basilicata.
Il lungo percorso, seguito in prima persona dall’impegno del senatore Dario Damiani, è un traguardo storico per la città di Barletta e per l’intero tessuto economico della provincia di Barletta-Andria-Trani. Dietro questo risultato, atteso da decenni, un complesso iter burocratico e finanziario che giunge ora all’apertura del cantiere. Il progetto complessivo vanta un quadro economico imponente pari a 38 milioni di euro. L’obiettivo dell’intervento non è solo ampliare la capacità e l’attrattività dello scalo, ma risolvere problemi cronici che da sempre limitano il potenziale del porto di Barletta, come il forte insabbiamento. Inoltre, l’opera si inserisce in una più ampia riqualificazione che prevede il futuro spostamento dei depositi di carburante, liberando spazi preziosi per la nautica da diporto e il turismo.
Il lungo iter: dalla legge di Bilancio 2020 ai fondi di coesione
Fondamentale ripercorrere le tappe di un iter che ha richiesto anni di mediazione politica e istituzionale. La prima e decisiva svolta risale alla legge di Bilancio 2020: grazie a un emendamento presentato dal senatore Damiani, furono stanziati i primi 5 milioni di euro specificamente destinati al porto di Barletta. Questo primo, fondamentale, sblocco di fondi ha permesso di rimettere al centro dell’agenda nazionale un’infrastruttura troppo a lungo trascurata, ponendo le basi per gli investimenti successivi. Il percorso ha poi subito un’accelerazione fondamentale nell’estate del 2021. Con l’approvazione del decreto del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MITS), l’opera ha ottenuto un’ulteriore e consistente iniezione di fondi, raggiungendo un primo pacchetto di finanziamenti pari a circa 25 milioni di euro. Nonostante le ingenti risorse messe in campo, l’incremento generalizzato dei costi delle materie prime causato dalla pandemia da Covid-19 e le complesse procedure di valutazione d’impatto ambientale hanno rischiato di rallentare nuovamente l’iter. E’ in questa fase che il senatore Damiani convince Raffaele Fitto, che nel 2022 è ministro per i Fondi di coesione, a stanziare gli ulteriori 13 milioni di euro necessari.
Decisivo, infine, il parere positivo espresso da Asset (Agenzia Regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio) nel maggio 2024, che ha sbloccato definitivamente il bando di gara. Questo passaggio ha aperto la strada, all’inizio del 2025, alla firma del contratto tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e l’appaltatore, il raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) formato da Fincosit S.r.l., Fincantieri Infrastructure Opere Marittime S.p.A., Zeta S.r.l., E-Marine S.r.l.. Parallelamente, il senatore Damiani ha continuato a lavorare per colmare il gap finanziario, portando la dotazione complessiva dell’opera agli attuali 38 milioni di euro.
“Si realizza un sogno strategico per tutto il territorio”, ha dichiarato più volte il parlamentare di Forza Italia: il 29 maggio 2026 non rappresenta solo la posa ideale della prima pietra, ma l’inizio di una nuova era per il porto di Barletta. L’auspicio, condiviso dagli operatori economici e dalle istituzioni, è che questo ampliamento possa generare un volano di sviluppo senza precedenti, non solo per il traffico commerciale ma anche per il settore turistico e crocieristico, permettendo alla città di affacciarsi sul futuro con rinnovata competitività.
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