Autonomia differenziata in Liguria, rush finale in consiglio ma l’opposizione prepara la battaglia

Genova. L’autonomia differenziata sarà presto realtà in Liguria. Mercoledì, proprio al rientro dalla pausa estiva, è in programma una seduta fiume del Consiglio regionale per approvare gli schemi di intesa definitivi tra Regione e Governo che prevedono novità in materia di sanità, protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa. Ma l’appuntamento si preannuncia già all’insegna delle polemiche, anche perché l’ufficio di presidenza dell’assemblea, dopo una prima convocazione fino alle 18 che avrebbe messo a rischio il via libera nei tempi prestabiliti, ha deciso di estenderla a oltranza.
Autonomia differenziata in Liguria, cosa prevede
Il punto più controverso della riforma è quello che riguarda la sanità. In sostanza la Regione Liguria, sulla base dell’accordo e comunque d’intesa coi ministeri della Salute e dell’Economia, potrà “istituire e gestire fondi sanitari integrativi” oltre al riparto del fondo sanitario nazionale, destinare risorse per l’assunzione di personale o l’incremento delle prestazioni aggiuntive, allocare le risorse nazionali vincolate su altri ambiti della spesa sanitaria in caso di “economie da efficientamento”, individuare tariffe di rimborso e remunerazione differenti da quelle nazionali e gestire in autonomia le risorse statali per gli investimenti sul patrimonio edilizio e tecnologico delle aziende.
“Poter fare un fondo integrativo con risorse regionali in aggiunta a quelle che ci dà lo Stato ci garantisce i Lea e quello che vogliamo fare in più per i nostri cittadini, magari in qualche punto che ha bisogno, come l’entroterra. Penso che potremmo fare un fondo che oscilla tra 4-6% del fondo sanitario nazionale“, sosteneva quasi un anno fa il governatore Marco Bucci firmando la pre-intesa col ministro Roberto Calderoli. Ma non tutti la pensano così. Secondo il Partito Democratico “chi ha maggiori disponibilità economiche potrà offrire condizioni migliori a medici, infermieri e operatori sanitari, mentre chi ha i conti in difficoltà non avrà la stessa possibilità. La Liguria, purtroppo, è proprio tra questi. Con un sistema sanitario che ha chiuso il 2025 con un disavanzo di 125,7 milioni di euro, pensare di competere sul terreno della capacità di spesa con Regioni economicamente più forti significa rischiare di perdere ulteriormente personale e servizi”.
Un’altra rivoluzione è quella che attende la Protezione civile. Con le nuove regole, in caso di eventi calamitosi la Regione potrà emettere ordinanze in deroga alla disciplina statale anche senza attendere la deliberazione dello stato d’emergenza da parte del Consiglio dei ministri. E soprattutto queste ordinanze “possono autorizzare l’apertura di contabilità speciali presso la tesoreria dello Stato” nei limiti del Fondo regionale di protezione civile (20 milioni complessivi per tutte le Regioni) e delle risorse regionali destinate allo scopo. L’intesa inoltre stabilisce automaticamente che il commissario all’emergenza sia il presidente della Regione (che può indicare un’altra persona). Sempre in ambito di protezione civile, l’ente potrà anche formare e reclutare personale a tempo determinato.
In materia di professioni, la Regione Liguria potrà istituire elenchi con obbligo di iscrizione per quelle che presentano “un nesso diretto ed evidente con le caratteristiche peculiari del territorio e della relativa economica” e che richiedono “abilità, conoscenze e competenze ulteriori acquisibili attraverso l’esperienza e la formazione specialistica su base locale”. L’esempio tipico che Bucci ha portato negli ultimi mesi è quello degli skipper e altre figure legate alla nautica e in generale alla blue economy. Restano vietate discriminazioni in base a provenienza territoriale e luogo di residenza. Sempre la Regione provvederà al riconoscimento delle qualifiche professionali, previa eventuale formazione aggiuntiva.
Via libera infine alla promozione di forme di previdenza complementare e integrativa su base regionale “anche attraverso la stipula di apposite convenzioni con fondi pensioni già esistenti”. L’ente stesso assumerà la rappresentanza negoziale per contratti o accordi collettivi che riguardino il personale dipendente della Regione, degli enti pubblici regionali, degli enti locali liguri e del sistema sanitario.
L’opposizione: “Nessun vantaggio per la Liguria, inaccettabile l’obbedienza alle direttive della Lega”
“Mercoledì il Consiglio regionale sarà chiamato a discutere l’autonomia differenziata, una pseudo riforma che può incidere profondamente sui servizi pubblici e, in particolare, sul futuro della sanità ligure. Servono confronto, trasparenza e pieno coinvolgimento delle istituzioni. Invece questa giunta vuole andare avanti e approvare a tutti i costi questa riforma che alla Liguria non porterà nessun vantaggio”, accusano i gruppi di opposizione in Regione Liguria (Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Lista Orlando Presidente) commentando la decisione di portare la seduta a oltranza.
“È inaccettabile che su una questione così delicata prevalga la logica dell’obbedienza alle direttive della Lega – continua la minoranza -. La Liguria ha bisogno di un Consiglio regionale che discuta e scelga nell’interesse dei liguri, non di un’istituzione che si limita a imporre decisioni assunte dalla maggioranza nazionale, per meri interessi di partito. L’ennesima marchetta di questa destra al Governo”.
“Domani, in commissione, si terranno le audizioni sul provvedimento. Avevamo chiesto che fossero coinvolte tutte le forze e le realtà interessate, perché una riforma di questa portata non può essere affrontata con superficialità né con i tempi dettati dalla maggioranza. L’autonomia differenziata rischia di aggravare le disuguaglianze territoriali e di mettere ulteriormente sotto pressione il nostro sistema sanitario, soprattutto in una regione come la Liguria. Mercoledì saremo in aula per fare un’opposizione ferma e responsabile. Perché i diritti dei cittadini vengono prima di qualsiasi gioco politico”, concludono Pd, Avs, M5s e Lista Orlando.
La Lega: “Opportunità e benefici, altro che marchetta“
“Una necessaria riforma che porterà benefici e vantaggi per i liguri e il nostro territorio. Altro che marchetta per la Lega, come asserito dalle minoranze di centrosinistra che, non avendo argomenti, continua a dire no a tutto e fare sterili polemiche. Domani, inoltre, in commissione regionale sono previste le audizioni sul provvedimento. L’autonomia, che è prevista pure dalla Costituzione, non è un gioco politico come sostiene il centrosinistra, ma significa maggiori opportunità, risorse, tutele e sviluppo del nostro territorio, a beneficio diretto dei liguri. Il centrosinistra, come al solito, è rimasto indietro di qualche anno. Prima di alimentare sterili polemiche, sarebbe opportuno leggere con attenzione i testi e confrontarsi nel merito”. Lo ha dichiarato la capogruppo regionale della Lega Sara Foscolo.




