Società

Aumenti e arretrati docenti e ATA, attenzione al cedolino: perché il netto è diverso per ognuno? Il punto di Cavallini (ANIEF)

Durante l’ultima puntata di Question Time, il format di consulenza di Orizzonte Scuola TV, è intervenuto Stefano Cavallini, rappresentante della segreteria nazionale di ANIEF, per fare chiarezza su aumenti e arretrati del nuovo contratto scuola 2025-2027, in arrivo sui conti correnti di docenti e personale ATA.

Arretrati: quando arrivano e come saranno pagati

Cavallini ha aperto il suo intervento illustrando le tempistiche di pagamento degli arretrati. L’importo netto è già visibile su NoiPa da oltre una settimana, ma il cedolino analitico non è ancora stato pubblicato.

La data di esigibilità, come confermato dalle comunicazioni ricevute dal personale, è fissata al 24 agosto. A tal proposito, ha dichiarato: “Me l’aspettavo prima, intorno al 21, ma l’amministrazione non ha fatto in tempo. Gli importi saranno sui conti correnti a partire dal 24 agosto.”

Il sindacalista ha poi chiarito che gli arretrati non saranno inclusi nel cedolino ordinario di agosto, ma compariranno in un cedolino straordinario, analogamente a quanto già accaduto a gennaio 2026 per il precedente contratto.

Aumenti: attenzione al cedolino “tarocco”

Per quanto riguarda gli aumenti, Cavallini ha invitato tutti i lavoratori a verificare con attenzione il proprio cedolino di agosto, già disponibile su NoiPa. Il sindacalista ha spiegato che la voce relativa all’indennità di vacanza contrattuale non sarà più presente, poiché ora si applica il nuovo CCNL 2025-2027: “Ad agosto non troveremo più l’indennità di vacanza contrattuale: è normale, perché ora si applica il nuovo contratto 2025-2027.”

Il consiglio è di controllare che lo stipendio tabellare corrisponda alle tabelle del nuovo contratto e che siano presenti tutte le voci fisse, come l’ISS (indennità integrativa speciale). Poi ha messo in guardia dai cosiddetti “cedolini tarocchi”: “Controllate che ci siano tutte le voci: non solo lo stipendio tabellare, ma anche l’ISS. Se qualcosa non torna, rivolgetevi a un sindacato o a un commercialista.”

Perché il netto è diverso per ognuno

Uno dei temi più complessi affrontati è stato il motivo per cui l’aumento netto varia da persona a persona. Cavallini ha spiegato che non è possibile fornire una cifra netta generale, poiché incidono fattori personali come il conguaglio fiscale, le ritenute IRPEF, le cessioni del quinto e gli esiti del 730. Ha fatto l’esempio di un docente di secondaria di secondo grado con oltre 35 anni di anzianità, che rientra in un’aliquota IRPEF del 33%, mentre un docente in fascia 0 si ferma al 23%. “Il netto dipende da ritenute e conguagli fiscali, che variano da persona a persona. Ognuno ha la sua situazione.”

Aumento a regime e aumento mensile: differenze fondamentali

Cavallini ha chiarito un equivoco ricorrente: l’aumento di 143 euro lordi per i docenti e 107 per il personale ATA, citato dal ministro, è un aumento a regime, ovvero il totale che si raggiungerà solo al termine del triennio. “Gli aumenti di agosto 2026 non sono definitivi. A gennaio 2027 arriverà l’ultimo scaglione del triennio.”

Inoltre ha ricordato che, a gennaio 2027, il personale ATA riceverà un una tantum di 110 euro lordi, derivante da economie ministeriali destinate esclusivamente a questa categoria: “I 110 euro lordi di gennaio 2027 derivano da economie ministeriali destinate esclusivamente al personale ATA.”

Consigli pratici per i diversi casi

Nel corso della diretta, Cavallini ha risposto a numerose domande del pubblico, affrontando situazioni specifiche:

  • Supplenti a tempo determinato: riceveranno gli arretrati in proporzione ai mesi effettivamente lavorati. “Chi ha lavorato meno di 12 mesi deve riparametrizzare l’importo in base ai mesi effettivamente lavorati.”
  • Pensionati dal settembre 2025: avranno importi limitati, poiché gli arretrati riguardano solo i mesi lavorati e vanno decurtati dell’indennità di vacanza contrattuale già percepita.
  • Arretrati e NASPI: sono due cose completamente diverse. “Sono due cose completamente differenti: la NASPI è un sostegno per la disoccupazione, gli arretrati sono stipendiali.”
  • Errori nella fascia stipendiale: Cavallini ha consigliato di verificare la ricostruzione di carriera e, se necessario, chiedere il riallineamento. “Se non hai chiesto il riallineamento, muoviti: dopo cinque anni il diritto va in prescrizione e perdi soldi ogni mese.”

Appello alla trasparenza e all’educazione finanziaria

In chiusura, Cavallini ha lanciato un invito alla trasparenza e all’educazione finanziaria per i lavoratori della scuola: “Sarebbe ottimo imparare a leggere il cedolino. In caso di difficoltà, ci si può rivolgere a tutte le sedi Anief.”

Infine ha auspicato un intervento del governo per elevare a 40.000 euro la soglia dell’aliquota IRPEF al 23%, attualmente ferma a 28.000 euro: “Sarebbe una grande cosa se il governo portasse al 23% l’IRPEF fino a 40.000 euro: tutti i docenti e il personale della scuola rientrerebbero in questa aliquota.”

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