Doppio canale assunzioni docenti, ANIEF rilancia: “Sono quasi 200mila le supplenze, decreto legge entro autunno per la svolta”

Il presidente di ANIEF, Marcello Pacifico, ha dichiarato la necessità di procedere con le immissioni in ruolo degli insegnanti precari direttamente da GPS, includendo i docenti su posto comune oltre a quelli su sostegno.
La richiesta, avanzata dall’inizio della legislatura, è stata ribadita con l’obiettivo di ottenere l’approvazione di un decreto legge entro il prossimo autunno.
Tale provvedimento consentirebbe di predisporre le assunzioni a tempo indeterminato direttamente da GPS dopo le Graduatorie ad esaurimento. Il meccanismo indicato stabilisce un ordine di scorrimento che mantiene le GAE come primo canale, con le GPS collocate in posizione successiva per le immissioni in ruolo.
Il dato sulle supplenze annuali e la copertura dei ruoli
Pacifico ha preso atto che anche per l’anno in corso il numero di supplenze annuali si collocherà tra le 150 e le 200 mila. La richiesta riguarda sia i docenti su posto comune sia quelli su sostegno, senza operare distinzioni tra le due tipologie di incarico per l’accesso alle assunzioni da GPS. La proposta estende il secondo canale anche ai ruoli comuni, attualmente non coperti dalla medesima procedura.
“È arrivato il tempo di procedere con le immissioni in ruolo degli insegnanti precari direttamente da GPS, anche dei docenti su posto comune oltre che su sostegno: lo chiediamo dall’inizio di questa legislatura e ora ribadiamo la richiesta perché si approvi un decreto legge entro il prossimo autunno, così da predisporre le prossime assunzioni a tempo indeterminato direttamente da Gps dopo le Graduatorie ad esaurimento“, ha dichiarato Pacifico.
“Si può fare con decreto legge prima della chiusura della legislatura”
La proposta di legge, che introduce il doppio canale per l’accesso al ruolo dei docenti, giace ferma in Parlamento da tre anni.
Secondo Pacifico, l’origine dell’impasse risale al governo Draghi. In quel periodo, l’allora ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi aveva concordato con la Commissione europea tre concorsi finanziati con i fondi del PNRR.
Si trattava di procedure pensate per velocizzare le assunzioni, ma senza prevedere graduatorie di idonei: solo i vincitori avrebbero avuto accesso al ruolo.
L’obiettivo era assumere settantamila persone entro giugno 2026. Una scelta, quella di escludere gli idonei, che molti insegnanti hanno vissuto come una porta chiusa in faccia dopo anni di supplenze e precariato.
La proposta di legge, depositata in Parlamento dalla senatrice di Fratelli d’Italia, Carmela Bucalo, nasce proprio per correggere questo meccanismo.
L’idea è semplice: istituire due canali per l’immissione in ruolo. Il primo è riservato ai vincitori dei concorsi, il secondo a una quota di idonei, cioè a quei docenti che hanno superato le prove ma non sono rientrati nel numero ristretto dei posti messi a bando.
In questo modo, le graduatorie degli idonei potrebbero tornare a essere utilizzate per coprire i posti vacanti, riducendo il ricorso ai supplenti e dando una risposta concreta a chi da anni attende una stabilizzazione.
I tre interventi ottenuti e lo stato delle GPS per il sostegno
Marcello Pacifico, poi, ha elencato tre interventi che l’associazione considera decisive vittorie parziali.
Il primo riguarda le GPS per il sostegno: un sistema che, secondo il sindacato, era “a rischio fin dal 2021-22” e che invece è stato garantito per questo triennio, consentendo a migliaia di docenti di sostegno di continuare a lavorare.
Il secondo risultato è l’estensione al trenta per cento delle assunzioni riservate agli idonei dei concorsi PNRR, una misura che ha ridato speranza a chi aveva superato le prove ma era stato escluso dal ruolo.
Il terzo è la creazione di elenchi aggiuntivi per assumere gli idonei di tutti i concorsi banditi dal 2020 in poi, sebbene Pacifico abbia ammesso che “purtroppo ad eccezione dello straordinario bis su cui ancora stiamo lottando“.
Il vincolo del PNRR e la nuova posizione negoziale con Bruxelles
Pacifico ha ricordato che l’Italia è ancora sotto rendicontazione del PNRR e che questo vincolo ha condizionato le scelte del ministero. “Ora, sebbene ancora siamo sotto rendicontazione del PNRR, abbiamo la possibilità di riprendere il dibattito parlamentare sulla proposta di legge sul doppio canale da una posizione diversa con la UE” ha scritto.
Tale posizione diversa, secondo il sindacato, potrebbe consentire di negoziare con Bruxelles un ampliamento delle modalità di assunzione, senza stravolgere gli impegni assunti. La proposta di legge sul doppio canale torna così al centro del dibattito dopo tre anni di silenzio.
Le due opzioni procedurali e l’appello alla maggioranza
La legislatura volge al termine e la proposta è ancora ferma in commissione. Pacifico ha lanciato un appello alla maggioranza di governo, sottolineando che serve un impulso forte per sbloccare la situazione.
Due le strade praticabili: la prima è quella di accelerare l’esame parlamentare ordinario, cercando di portare il testo in Aula prima dello scioglimento delle Camere. La seconda, più rapida, è lo stralcio delle disposizioni sul doppio canale in un apposito decreto legge, che potrebbe entrare in vigore già in autunno e consentire l’applicazione delle nuove regole “fin dalle prossime immissioni in ruolo“.
Alcuni parlamentari della maggioranza si sono dichiarati aperti a un intervento normativo, purché non si creino contrasti con gli obiettivi del PNRR; altri temono che un decreto legge possa essere visto come una forzatura.
Pacifico ha concluso: “Se vogliamo fin dalle prossime immissioni in ruolo realizzare il doppio canale“, affidando alla maggioranza la responsabilità di scegliere il percorso più efficace.
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