Toscana

“Atlante delle frontiere”, un libro che parla ai piccoli di migranti e cambiamenti














Atlante delle frontiere, Annalisa Camilli, illustrazioni di Eva Palomar, La Nuova Frontiera Junior

Stiamo ultimando il progetto “Art Is a voice” al Liceo Artistico “Piero della Francesca”, un percorso di approfondimento sugli artisti che, in ogni epoca a ad ogni latitudine, hanno utilizzato le loro opere per denunciare e criticare la società in cui vivevano. Un esempio emblematico è quello di Artemisia Gentileschi, che nel XVII secolo ha rappresentato la violenza subita attraverso un’opera come “Susanna e i Vecchioni”. Venendo ai tempi più recenti abbiamo affrontato la figura di Banksy, con i suoi murales carichi di significato politico e sociale e Marina Abramovic che con le sue performance ha lavorato su empatia, consapevolezza del corpo e sull’abbattimento delle barriere tra artista e pubblico. Concluderemo il percorso con Ai Weiwei, che con le sue opere ha spesso denunciato le ingiustizie e le violazioni dei diritti umani.

Ci soffermeremo in particolare su “Safe passagge” un celebre intervento artistico presso la Konzerthaus di Berlino del 2016. L’artista ha installato 14.000 giubbotti di salvataggio arancioni, recuperati dai rifugiati a Lesbo, sulle colonne dell’edificio, trasformando la facciata in un’opera di denuncia politica e sensibilizzazione. Ai ragazzi porteremo anche “Atlante delle frontiere” di Annalisa Camilli, con le illustrazioni di Eva Palomar, appena pubblicato da La Nuova Frontiera Junior. Un libro necessario che ci serve a contestualizzare la situazione che riguarda i migranti. Dall’opera d’arte e di denuncia di Ai Weiwei alla letteratura, ad una scrittura divulgativa in questo caso che attraverso storie personali e familiari racconta cosa sono le frontiere, le rotte migratorie, il diritto di viaggiare, la cittadinanza. 

Un libro che può essere un valido strumento per gli adulti che vogliono spiegare ai ragazzi con un linguaggio semplice, ma non banale, come stanno realmente le cose quando si parla di migranti. È importante che i ragazzi conoscano il presente fuori da stereotipi e pregiudizi e false notizie che purtroppo non fanno altro che confondere e distorcere la realtà. Il lavoro di Annalisa Camilli che già avevamo apprezzato sia nel contesto ragazzi che in quello adulti, ci sembra prezioso e assolutamente necessario in un presente in cui sempre più spesso ci dimentichiamo di restare umani.

























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