Molise

Assalto al bancomat, 4 arresti: malvivente fermato in Molise | isNews

C’è anche un uomo che vive in provincia di Campobasso tra le persone che hanno ricevuto l’ordinanza di custodia in carcere per il colpo avvenuto ad agosto in provincia di Pesaro-Urbino. Immagini delle telecamere e tracciati telefonici fondamentali per l’indagine dei carabinieri


CAMPOBASSO. Furto aggravato ai danni di uno sportello bancomat di San Costanzo, in provincia di Pesaro-Urbino, c’è anche un uomo che abitava in Molise tra le persone arrestate dai carabinieri per il colpo avvenuto il 29 agosto 2025.

Delle cinque persone identificate dall’Arma, quattro hanno ricevuto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, tre residenti in provincia di Foggia e una in provincia di Campobasso, diventata il suo luogo di dimora.

Il furto contestato riguarda lo sportello Atm della banca di credito cooperativo, da cui erano partite le indagini su almeno quattro persone a bordo di un’Alfa Romeo Stelvio, risultata rubata a Foggia e con targa bulgara contraffatta, che hanno utilizzato ordigni artigianali per scassinare la cassaforte, prelevando circa 2.250 euro (dovendosi poi allontanare forse a causa dell’arrivo di un autocarro).

Nell’immediatezza dei fatti, l’auto è stata ritrovata abbandonata in un’area di campagna a Fano, con gli interni cosparsi di polvere di estintore (rubato poco prima in un distributore), così come è stato rinvenuto anche un secchio contenente numerosi chiodi a tre punte, che sarebbero stati usati per ostacolare un eventuale inseguimento.

Le indagini, alla base dell’operazione condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Pesaro e Urbino e della Stazione di San Costanzo, hanno permesso di ricostruire ogni fase dell’azione criminale, fino ai due ulteriori veicoli usati come appoggio, che ha permesso di monitorare il convoglio delle auto in viaggio da Foggia e dalla provincia di Campobasso fino al casello di Marotta-Mondolfo.

Sono stati poi analizzati i filmati di innumerevoli telecamere, comprese quelle di aree di servizio autostradali, esercizi pubblici e abitazioni private lungo tutto il tragitto compiuto dai mezzi. Questi filmati hanno ripreso gli indagati durante le soste e i passaggi, permettendo l’identificazione fisica dei membri della banda. I dati Gps di uno dei veicoli utilizzati dai malviventi hanno fornito una traccia precisa degli spostamenti del gruppo criminale, ricostruendo l’intera operazione, inclusa la sosta in attesa dei veicoli d’appoggio a Torrette di Fano, prima e dopo il colpo. L’analisi dei tabulati e delle celle telefoniche, infine, ha fornito riscontri cruciali.

L’attività investigativa, hanno fatto sapere i carabinieri, ha permesso di disarticolare un gruppo criminale dedito sistematicamente a questo tipo di reati, dimostrando l’efficacia del lavoro di raccolta e analisi di tutte le prove digitali e materiali e della collaborazione interforze nel contrasto a fenomeni predatori di particolare allarme sociale. Le indagini, tuttavia, proseguono per individuare eventuali ulteriori complici e ricostruire la totalità delle azioni delittuose commesse dal gruppo.


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