Assalto ai centri di raccolta: quasi 200 batterie rubate, due indagati
TRIESTE.news
23 luglio 2026 – ore 13:30 – La Polizia Locale di Trieste ha concluso un’indagine su una serie di furti di batterie esauste avvenuti in alcuni centri di raccolta del Friuli Venezia Giulia. Due uomini sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria e quasi 200 batterie per autoveicoli, motocicli e altri mezzi sono state recuperate e poste sotto sequestro. L’attività investigativa è stata condotta dal Nucleo di Polizia Ambientale, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ed è partita dalla denuncia del gestore dei centri di raccolta cittadini, dopo due furti commessi di notte a distanza di alcune settimane. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli autori si sarebbero introdotti nelle strutture dopo aver forzato e danneggiato i cancelli di recinzione, sottraendo un ingente quantitativo di batterie usate. L’analisi delle immagini registrate dalle telecamere interne e dagli impianti pubblici, insieme alla verifica dei transiti ai portali d’ingresso della città e dei pagamenti sulla rete autostradale, ha consentito alla Polizia Locale di concentrare l’attenzione su un veicolo commerciale della provincia di Udine. La sostituta procuratrice Tinonin ha quindi autorizzato servizi di osservazione, controllo e pedinamento nel territorio friulano. Nel corso degli accertamenti sono stati identificati due uomini e individuato un immobile ritenuto dagli investigatori un possibile deposito clandestino utilizzato per lo stoccaggio delle batterie, prima della loro presunta immissione sul mercato illegale.
Durante le successive perquisizioni domiciliari e locali, quasi tutte le batterie sottratte sono state recuperate. Gli agenti hanno inoltre sequestrato alcuni dispositivi digitali appartenenti a uno degli indagati. L’analisi forense del materiale informatico avrebbe fatto emergere una sorta di calendario delle trasferte, con spostamenti quasi settimanali verso diversi centri di raccolta della regione, ritenuti dagli inquirenti potenzialmente finalizzati alla sottrazione di batterie esauste. A carico di uno dei due uomini sarebbero emersi anche elementi relativi al danneggiamento e alla forzatura dei cancelli d’ingresso delle strutture. Secondo la Polizia Locale, l’operazione ha consentito di interrompere una possibile attività illecita e di sottrarre al mercato nero un rilevante quantitativo di rifiuti pericolosi. Le batterie al piombo e al litio, infatti, sono classificate come rifiuti pericolosi e devono essere smaltite attraverso circuiti autorizzati. La loro dispersione può provocare contaminazioni del suolo e delle acque attraverso acidi, piombo e altri metalli pesanti. Quelle al litio possono inoltre causare incendi, esplosioni e rilascio di sostanze tossiche. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni formulate hanno natura provvisoria e le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità.
Articolo di Francesco Viviani
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