arrestato Atos Angeli, imprenditore concorrente di Talacchio

PESARO Incendio doloso allo scatolificio Sigilla, arrestato il presunto mandante: un imprenditore concorrente. Ieri mattina, i carabinieri del Nucleo Investigativo del comando di Pesaro e Urbino hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura degli arresti domiciliari nei confronti di Atos Angeli, 57 anni, dell’ omonimo Scatolificio Angeli che produce imballaggi di cartone nell’area di Talacchio di Vallefoglia. Non uno sconosciuto nell’ambiente: l’azienda Angeli, fondata da Guido Angeli, scomparso 5 anni fa, è una realtà nota e nel 2018 aveva festeggiato il traguardo dei 50 anni. E lo conoscono anche i titolari di Sigilla che da subito avevano sospettato di un’azione dolosa partita da possibili rivalità nel settore degli imballaggi
Anche due denunciati
L’uomo è ritenuto il mandante del gravissimo incendio che l’11 aprile 2025 aveva devastato lo stabilimento Sigilla di Pesaro, una florida azienda attiva anch’essa nella produzione e commercializzazione di cartonati. I danni furono enormi: quasi 4 milioni. Le indagini avevano portato all’individuazione degli autori materiali: tre di Cerignola, di 43, 48 e 53 anni e un 42enne serbo. Ma le attività investigative non si sono fermate, tanto da arrivare a un quadro indiziario a carico del mandante dell’incendio e ad altri due pregiudicati – denunciati- ai quali è contestata la partecipazione alla fase organizzativa dell’incendio, con il ruolo di presunti intermediari logistici tra il mandante e gli esecutori materiali.
Grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e sequestri, l’indagine ha portato alla conclusione che l’imprenditore pesarese avrebbe concepito e organizzato l’incendio per ragioni di concorrenza commerciale. Sulla base degli esiti degli accertamenti e valutata la gravità degli indizi a carico dell’indagato, il gip del Tribunale, concordando con le conclusioni del pm e previo interrogatorio preventivo, ha emesso il provvedimento restrittivo nei confronti di Atos Angeli che dovrà rispondere di incendio pluriaggravato in concorso e calunnia aggravata. L’indagato si trova ora agli arresti domiciliari. Il suo avvocato, Paolo Giustozzi del foro di Macerata, sentito al telefono sottolinea: «Vige la presunzione di innocenza per una vicenda ancora da chiarire. Attendiamo di avere copia degli atti, nell’interrogatorio non ci siamo difesi nel merito, abbiamo sottolineato che la società è solida e florida e che non c’è alcun pericolo reiterazione del reato».
Intanto in autunno sceglieranno il rito davanti al Gup, i quattro accusati di essere gli autori materiali dell’incendio. Erano state acquisite le immagini di videosorveglianza e i carabinieri li avevano visti arrivare in auto: avevano forzato la porta e utilizzato del liquido infiammabile contenuto in una bottiglia per innescare l’incendio. Grazie al TargaSystem si è scoperto che si trattava di una vettura noleggiata in provincia di Torino. Ma il veicolo aveva il Gps, così gli investigatori lo hanno tracciato e seguito fino a identificare i quattro esecutori. L’auto era partita e tornata in giornata da Cerignola, con delle soste negli autogrill dove le telecamere hanno incastrato i quattro. Il serbo si era occupato di pagare consumazioni e sigarette con il suo bancomat. A Pesaro erano arrivati alle 21: in un distributore avevano fatto rifornimento di gasolio, ma avevano anche riempito una bottiglia di plastica per appiccare l’incendio. Due erano entrati ad appiccare l’incendio, uno faceva da palo. Poi la fuga verso l’autostrada. Appena mezz’ora per compiere il tutto.
Rimettersi in moto
Un rogo quello della Sigilla che aveva destato scalpore per la dinamica dei fatti e per i danni provocari. Ma il titolare, Maurizio Santoni, insieme a tutta la famiglia e ai dipendenti si erano rimboccati le maniche e in pochi giorni l’azienda si era rimessa in moto, tanto che lo stesso imprenditore aveva poi voluto ringraziare tutti quelli che lo avevano aiutato, fornitori e clienti, con una menzione di riguardo per gli inquirenti. Aveva chiesto che fosse fatta luce e chiarezza è stata fatta. Sigilla oggi una realtà attiva e quel rogo terribile di primavera resta solo un ricordo.




