Archivio nazionale dello stato civile: obbligatoria l’adesione di tutti i Comuni
Dal 31 dicembre 2026 l’adesione all’Archivio nazionale dello stato civile (Ansc) sarà obbligatoria per tutti i 7.900 Comuni italiani. Al momento sono solamente 13 i Comuni in fase di adozione controllata del progetto, finanziato con 49 milioni di euro del Pnrr, che centralizza in un’unica piattaforma gestita dal ministero dell’Interno gli atti di nascita, di matrimonio, di cittadinanza e di morte. Il rischio è quello di fare tardi: a sette mesi dalla scadenza, la qualità del modello operativo conta quanto la qualità del codice. E proprio sotto questo profilo si registrano alcune criticità, come segnalano in una nota AssoSoftware e le software house associate.
Le criticità
Innanzitutto, c’è la governance dei rilasci: la velocità di evoluzione della piattaforma è comprensibile per un sistema giovane, ma le frequenti evoluzioni richiedono una pianificazione condivisa. Quando un controllo applicativo entra in produzione senza specifiche tecniche arrivano messaggi di errore ai Comuni, che sono costretti a fermarsi. Si tratta di blocchi operativi con un rilevante impatto nella vita dei cittadini: ritardi nel rilascio di certificati, atti di nascita, matrimonio, decesso e cittadinanza.
Un secondo nodo riguarda la continuità documentale, poiché negli ultimi mesi alcune funzioni sono state disattivate in via temporanea per essere poi riprogettate. Questo, però, senza che la documentazione esplicativa fosse pubblicata in modo tempestivo. Dal 4 giugno, per esempio, saranno disabilitate funzioni come l’annullamento atto per inefficacia e la correzione di annotazioni, sostituite da nuove procedure. A rilevare è anche il ritmo della presa in carico: alcune segnalazioni riguardano casistiche delicate, anche di rilievo costituzionale, che non possono restare in coda. Basti pensare alla pronuncia della Corte costituzionale sul riconoscimento della doppia maternità, su cui la richiesta di adeguamento applicativo è aperta da più di otto mesi.
La posizione di AssoSoftware
AssoSoftware ribadisce infine l’importanza del principio generale stabilito dall’articolo 46 della Legge di semplificazione nazionale (Legge 182/2025): «Devono essere resi disponibili con congruo anticipo agli operatori del settore gli schemi funzionali, le specifiche tecniche, i componenti software e gli ambienti di test». Secondo AssoSoftware, per tagliare il traguardo entro fine anno serve un salto di qualità: oltre alla risoluzione delle criticità emerse, servirà un tavolo tecnico permanente che riunisca il dipartimento per la Trasformazione digitale, il partner tecnologico, le associazioni delle software house e gli operatori demografici dell’Associazione nazionale degli uffici di stato civile e d’anagrafe (Anusca).
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