Calabria

Aquilani: “Vai Catanzaro, il bello deve ancora arrivare”

È la gara «sicuramente più importante della mia carriera da allenatore, ma sono tranquillo perché in campo scendono giocatori e io ho tanta fiducia in loro». La vigilia di Catanzaro-Avellino, turno preliminare dei playoff in programma stasera (ore 21, in caso di parità al 90’ si va ai supplementari, se persiste passano i giallorossi) al “Ceravolo”, per Alberto Aquilani è insieme diversa e uguale da tutte le altre.
Diversa perché è il picco di una stagione inaspettata, ma che può dare ancora qualcosa, se non molto di più. Uguale perché, dopotutto, è da mesi che i giallorossi hanno raggiunto un livello molto alto: «Difficile mettere altro in un anno del genere, bello sotto tutti i punti di vista. A parte il profilo tecnico, è stato pieno di emozioni, ho lavorato con calciatori formidabili dentro e fuori dal campo, in una piazza meravigliosa. All’inizio avrei messo la firma col sangue perché fosse così, però non è finita e dobbiamo volere la vittoria più dell’Avellino per continuare questo che è un nuovo campionato», ha detto il tecnico romano.

Oggi sfida un collega più esperto come Ballardini, che ha corretto la rotta di una squadra più vicina ai playout, quando l’ha presa a febbraio, che non agli spareggi per la A: «Loro hanno valori alti e fiducia, ma sarà una partita diversa rispetto a quella che abbiamo pareggiato lì un mese fa. Dovremo essere maniacali nei dettagli, perché quando abbassiamo l’attenzione rischiamo sempre di prendere qualche gol in più», ha avvisato il 41enne tornando sulla sfida finita 1-1 con gol di Iemmello e pari del portiere Iannarilli al 95’.
I giallorossi sono reduci da due ko ininfluenti, ma hanno ritoccato il proprio record di gol in B (62), segnano da 17 incontri di fila e hanno chiuso la regular season con il terzo attacco del torneo dopo Venezia e Frosinone. È chiaro che puntano su questo per proseguire la corsa, magari evitando il rischio di un supplementare: finisse sul pari anche quello passerebbero comunque le Aquile, però «non abbiamo parlato della possibilità di giocare per un pareggio. Non siamo fatti per ragionare così e snaturarci, ma per credere in ciò che sappiamo fare. Abbiamo lavorato duramente e bene per giocarci un incontro come questo, che si prepara da solo. Dovremo essere lucidi e maturi in una partita che non ha ritorno e si gioca sui piani tecnico, tattico ed emozionale».
E che ha il beneficio di essere disputato anche nel fortino “Ceravolo” e in una cornice degna della posta in palio: «Noi in casa e con la nostra gente possiamo dare fastidio a tutti», ha aggiunto Aquilani lanciando un messaggio ai tifosi. «Sono emozionato anche io per la consapevolezza di aver compiuto un percorso bellissimo che affrontiamo senza pressioni visto che non siamo costruiti per stravincere. Vedere dove sono arrivati questi ragazzi mi rende orgoglioso, ma non è finita». E allora perché fermarsi?


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