Umbria

Spoleto, approvata mozione di censura per sindaco e assessore con astensione Pd

di Chiara Fabrizi

Gran parte dei consiglieri del gruppo Pd si astengono e la maggioranza va sotto nella votazione sulla «mozione di censura nei confronti dell’operato del sindaco (Andrea Sisti, ndr) e dell’assessore delegato (Manuela Albertella, ndr) ritenuti responsabili del mancato coordinamento e dell’inerzia amministrativa sul fronte urbanistico». Approvato con 10 voti favorevoli espressi dai banchi di opposizione, 9 contrari arrivati dalle file di maggioranza e 5 astenuti, ossia il gruppo del Pd, l’atto presentato dal gruppo Insieme per Spoleto (Giancarlo Cintioli, Donatella Loretoni e Paolo Piccioni) con cui vengono di fatto bocciate le politiche urbanistiche della giunta Sisti.

La mozione di censura era segnata al 34esimo punto all’ordine del giorno della seduta di lunedì del consiglio comunale di Spoleto, ma in avvio dei lavori lo stesso consigliere Piccioni ne è ha chiesto l’inversione al punto 2, che è stata quindi messa ai voti: in questo caso i voti favorevoli sono stati addirittura 17, perché ai 10 di opposizione si è aggiunto l’intero gruppo del Pd, mentre 5 sono stati i contrari (Alleori, Coltorti, Filippi, Maso e lo stessi sindaco Sisti) più un’astensione (Morganti del M5s).

In questo quadro, dunque, appaiono verosimili le indiscrezioni secondo cui è stato premeditato il blitz per lanciare il secondo segnale in aula al sindaco Sisti, che arriva a meno di quattro mesi dal primo e a un mese esatto da quella direzione regionale con cui il Pd umbro ha stabilito la conferma dei sindaci di primo mandato del “Patto avanti”, ossia il campo largo umbro, che non è piaciuta al Pd spoletino guidato dal consigliere regionale Stefano Lisci.

Nella mozione di censura, che è stata illustrata in aula sempre da Piccioni, si legge che «le tempistiche per l’adozione e l’aggiornamento delle varianti (al Piano regolatore generale, ndr) risultano ampiamente superate rispetto al cronoprogramma annunciato dall’amministrazione comunale». Con l’atto viene anche stigmatizzata «l’incertezza normativa che sta causando un blocco edilizio e una perdita di opportunità per investimenti strategici nello spoletino», mentre «la gestione politica della delega all’urbanistica» viene giudicata «priva di una visione organica e trasparente, ignorando le istanze di cittadini e professionisti».

Da qui la mozione di censura messa ai voti nel giro di pochi minuti senza interventi dai banchi di maggioranza né di opposizione in sede di discussione generale e dichiarazione di voto. A differenza dell’inversione dell’ordine del giorno, al momento del voto sull’atto sono stati 5 i consiglieri del Pd spoletino ad astenersi (Buffatello, Fede, Fibraroli, Panetti e il presidente del consiglio comunale Trippetti), mentre dalla stessa maggioranza in 9 hanno espresso voto contrario (Alleori, Bonanni, Calabresi, Coltorti, Filippi, Lleshaj, Maso, Morganti e lo stesso sindaco Sisti). L’astensione dei 5 del Pd ha permesso ai 10 di opposizione presenti in aula di centrare l’approvazione della mozione di censura sul Piano regolatore.

Sul fronte urbanistico va, infine, segnalato che il 4 maggio scorso il Comune di Spoleto ha pubblicato l’avviso pubblico per raccogliere manifestazioni di interesse finalizzate alla redazione della variante al Prg parte operativa, con scadenza fissata per il 31 maggio. Obiettivo dichiarato è «attivare un processo partecipativo aperto a cittadini, professionisti, imprese e stakeholder, per raccogliere proposte e contributi utili a rendere la pianificazione più aderente alle esigenze reali della comunità», si legge in una nota dell’ente. In particolare, le «manifestazioni di interesse potranno anche riguardare la conferma delle previsioni urbanistiche vigenti; la rimodulazione o perequazione degli interventi; la rinuncia o declassificazione di aree; e ulteriori proposte coerenti con gli indirizzi strategici del Prg». Infine, viene assicurata «particolare attenzione ad aree già individuate nella pianificazione strutturale, tra cui zone di nuova espansione, insediamenti esistenti, aree produttive e ambiti di trasformazione».

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