Lazio

Aprire la Cervelletta!

Si ricomincia con questo invito. E non è uno dei tanti appelli promossi nel corso della trentennale rivendicazione per la messa in sicurezza e il restauro del Casale della Cervelletta. Oggi quell’aspirazione degli abitanti del IV e V Municipio ha basi solide e su quelle trova concreta giustificazione la richiesta dell’Associazione Uniti per la Cervelletta.

Il Casale, acquisito al patrimonio del Comune di Roma nel 2001, dopo un periodo di utilizzo parziale è stato, per possibili crolli dei tetti, danni strutturali ad alcuni corpi di fabbrica (stalle e sotterranei) e pericolose lesioni della bella Torre medievale dichiarato inagibile nel novembre 2017. Fu interdetta l’intera struttura del Casale e l’accesso di un’area di raggio di dieci metri circostante.

Da allora, sono ormai 10 anni, la recinzione metallica che ha circondato le mura del castello ha impedito ai tanti abitanti la fruizione pubblica non solo del Casale ma di vaste aree verdi circostanti. Si è indotta nell’immaginario collettivo l’idea di una struttura a perdere, in definitivo abbandono. Ma la Cervelletta continuava a vivere nelle iniziative culturali, nelle visite guidate, nell’affetto e nelle rivendicazioni portate instancabilmente avanti.

Rivendicazioni che hanno prodotto alcuni importanti risultati. Tra il 2021 e il 2023, con 212.942 euro (fondi vincolati dal 2013), con la tecnica del cerchiaggio, è stata messa in sicurezza strutturale la Torre del 1220, per evitarne il collasso delle murature perimetrali. Ancora più importanti gli interventi svolti tra maggio 2025 e luglio 2026 dalla Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti Paesaggio di Roma.

Tramite un finanziamento (2.000.000 di euro) del PNRR (progetto Caput Mundi) gli interventi hanno permesso “la messa in sicurezza e consolidamento di alcuni ambienti del casale (ex stalle), il consolidamento delle strutture, la ricostruzione delle volte crollate e la realizzazione di nuove coperture in un’ottica di   rifunzionalizzazione degli spazi dismessi con nuova destinazione d’uso a spazi collettivi.”

La Soprintendenza Speciale dovrà riconsegnare il bene al Comune di Roma, ma manca un atto burocratico: il certificato di collaudo.  Saranno necessarie opere di pulizia e di accoglienza ma gli ambienti consolidati e restaurati possono essere nuovamente fruibili dalla cittadinanza. Si tratta, nella stima più bassa, di almeno 250 mq fruibili su un totale di circa 3000 mq.

L’ importante è ridare un senso agli impegni economici e ai lavori; restituire una visione seppure parziale dei meravigliosi ambienti del Casale; ricostruire fiducia nel rapporto tra cittadinanza e Istituzioni.

L’Associazione Uniti per la Cervelletta sollecita con forza l’attivazione da parte del Comune di tutte quelle iniziative finalizzate alla valorizzazione e all’utilizzo sociale e culturale del bene nell’interesse della Comunità. Un volantino verrà diffuso nei prossimi giorni per comunicare come non sia giustificabile mantenere chiusa una delle più belle testimonianze storiche del territorio; la parola d’ordine è “Aprire la Cervelletta!” 

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