Lazio

sorpresi a caricare rame e macchinari da 4mila euro

Un colpo da quattromila euro sventato in extremis grazie alla tempestività d’intervento e alla segnalazione di un privato cittadino.

È accaduto nella tarda serata di ieri, intorno alle 23:30, nella zona industriale di via di Cervara, alla periferia est della Capitale, dove due pregiudicati romani di 44 e 37 anni sono stati arrestati in flagranza di reato dai Carabinieri con l’accusa di furto aggravato in concorso.

I due malviventi, entrambi già ben noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici contro il patrimonio, si erano introdotti all’interno dello stabilimento dopo aver forzato i varchi d’accesso.

L’obiettivo era chiaro: fare razzia di macchinari industriali e del prezioso “oro rosso” presente nei depositi dell’azienda.

Sorpresi con le mani sulla refurtiva: scatta la trappola del Radiomobile

Il piano dei topi d’appartamento e di capannoni è però saltato a causa di una chiamata d’emergenza giunta al 112, che segnalava movimenti sospetti e rumori anomali all’interno della struttura produttiva.

Nel giro di pochissimi minuti, sul posto sono confluite le gazzelle del Nucleo Radiomobile di Roma. I militari dell’Arma hanno circondato l’immobile e vi hanno fatto irruzione, sorpendendo i due uomini mentre erano ancora intenti a spostare e caricare un potente gruppo elettrogeno, un compressore d’aria professionale e una pesante bobina in rame, per un valore commerciale complessivo stimato in circa 4.000 euro. Immobilizzati e ammanettati prima che potessero tentare la fuga, i due sono stati condotti in caserma.

Refurtiva restituita, atteso il rito direttissimo

L’intera refurtiva trafugata è stata interamente recuperata dagli investigatori dell’Arma e contestualmente riconsegnata al titolare del capannone industriale, giunto sul posto a seguito dell’allarme.

Per i due arrestati, su disposizione della competente Autorità Giudiziaria, si sono spalancate le camere di sicurezza dell’Arma, dove rimarranno ristretti in attesa della celebrazione del processo con rito direttissimo nelle aule del Tribunale di Roma.

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