>>>ANSA/ I Volenterosi e Zelensky a Londra, Trump si sfila dal negoziato – Altre news
(di Michele Esposito)
Prima il vertice di Londra, poi
la riunione allargata il 14 luglio a Parigi. In mezzo il G7, il
Consiglio europeo, il vertice della Nato di Ankara. In questi
cinque appuntamenti è destinata a svilupparsi la strategia
negoziale dell’Europa in Ucraina. Nelle ultime settimane la
prospettiva dei big del Vecchio continente è sensibilmente
cambiata. Alla necessaria pressione su Mosca si è aggiunta la
preparazione per un possibile negoziato che coinvolga Russia e
Ucraina. E sul quale l’Europa vuole dire la sua. A Londra
attorno al tavolo ci saranno il primo ministro britannico Keir
Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente
francese Emmanuel Macron e il presidente ucraino Volodymyr
Zelensky. E’ questo sarà il formato che rappresenterà il cuore
dell’azione dei Volenterosi, in stretto coordinamento con Kiev.
Il vertice di domenica arriva in un momento delicato e
caotico sul terreno. L’Ucraina, nelle scorse ore, è tornata ad
attaccare San Pietroburgo. Ottantasei droni sono stati lanciati
contro la città dopo i raid durante il Forum economico a cui ha
partecipato Vladimir Putin. L’attacco ha causato 4 feriti lievi
ma, soprattutto, ha dato una volta di più prova della
pericolosità militare dell’Ucraina. Per la prima volta gli
abitanti di San Pietroburgo hanno dovuto fare i conti con
l’ordine di non uscire di casa. “Stanotte, i nostri droni hanno
percorso una distanza di circa 1.000 chilometri fino alla
regione di San Pietroburgo, agli arsenali della Marina nemica e
a una base a Kronstadt. È ora di porre fine a questa guerra. Ma
il leader della Russia vuole continuare a combattere. È per
questo che le sanzioni ucraine contro questa aggressione stanno
funzionando”, ha scritto Zelensky su X.
L’offensiva di Kiev è giunta dopo la netta di chiusura di
Putin alla richiesta di un incontro arrivata giovedì dal
presidente ucraino e potrebbe innescare una nuova, sanguinosa
risposta della Russia. Nel frattempo, a Bruxelles si sta però
facendo sempre più spazio la convinzione che Putin si stia
progressivamente indebolendo. Anche per questo Macron, Merz e
Starmer hanno deciso di imprimere una nuova accelerazione alle
manovre dei Volenterosi.
C’è poi un altro fattore che ha aumentato il dinamismo
europeo: l’apparente disimpegno degli Usa sui negoziati.
“Lasciamo che se la sbrighino tra loro”, ha spiegato Donald
Trump facendo riferimento ai possibili negoziati tra Putin e
Zelensky. L’Europa sa benissimo che Washington sarà al tavolo
dei negoziati ma, allo stesso tempo, ha assorbito la
consapevolezza che, sull’Ucraina, deve cominciare a muoversi da
sola. E i rapporti con l’alleato americano – come dimostrano le
tensioni tra Londra e la Casa Bianca sul caso dell’omicidio
dello studente Henry Nowak – restano freddi. L’attivismo di Merz
e Macron, intanto, è aumentato esponenzialmente, con l’Italia –
che ha comunque sempre detto di non voler mandare truppe sul
terreno – lasciata apparentemente un passo indietro. Il 14
luglio Macron ha convocato una riunione allargata dei
Volenterosi, con un occhio anche alla politica interna,
trattandosi della Festa nazionale. E, secondo Le Figaro, le
celebrazioni saranno “spettacolari”, con una forte componente
militare. Un posto d’onore sarà riservato all’Ucraina e la lista
degli ospiti internazionali si prevede lunghissima. La premier
Giorgia Meloni non ha ancora confermato che ci sarà.
Il vertice di Parigi arriverà pochi giorni dopo quello della
Nato ad Ankara. L’Alleanza, hanno spiegato diverse fonti
diplomatiche a Politico, in quell’occasione potrebbe annunciare
un nuovo finanziamento militare da 70 miliardi per Kiev, che nel
frattempo si appresta a ricevere la prima tranche del prestito
da 90 miliardi dell’Ue. La prospettiva di un possibile negoziato
non sta distraendo l’Europa dall’obiettivo di aumentare la
pressione sul Cremlino. E dopo l’uscita di Viktor Orban, il
sostegno dell’Ue a Kiev ha già guadagnato in efficienza e
rapidità.
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