Alto Adige, “Zona Bianca” per i morti sul lavoro: rischio basso, resta alta l’attenzione – Cronaca
BOLZANO. Nel primo quadrimestre del 2026 i morti sul lavoro in Italia sono 278, con un calo del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che segnala un miglioramento, seppur giudicato ancora insufficiente dagli osservatori del settore, anche perché la riduzione rallenta rispetto ai mesi precedenti.
In questo quadro, il Trentino-Alto Adige si colloca in zona bianca, cioè tra le regioni con un’incidenza degli infortuni mortali inferiore al 75% della media nazionale. Un dato che conferma una situazione relativamente più favorevole rispetto ad altre aree del Paese, soprattutto del Sud e di alcune regioni del Nord come Veneto e Liguria, classificate in zona rossa.
Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, nella regione si registra 1 vittima in occasione di lavoro nel periodo considerato. Un numero contenuto in termini assoluti, ma che non elimina la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione, soprattutto nei settori più esposti come costruzioni e logistica.
A livello nazionale, il quadro resta comunque critico: 196 decessi avvengono durante l’attività lavorativa e 82 in itinere, mentre le denunce di infortunio crescono del 6,4%. Particolarmente vulnerabili risultano i lavoratori stranieri, con un rischio di mortalità più che triplo rispetto a quello degli italiani.
Per il Trentino-Alto Adige, il posizionamento in zona bianca rappresenta dunque un dato positivo, ma inserito in un contesto nazionale ancora segnato da forte disomogeneità territoriale e da un livello di rischio che resta strutturale. (Dati Vega)




