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>>>ANSA/Gli Stati membri della Cpi cacciano Khan, fatali le accuse di molestie – Altre news

(di Michele Esposito)
Il bastonatore di Vladimir Putin
e Benjamin Netanyahu, l’uomo che ha spiccato mandati di arresto
diretti ai criminali di tutto il mondo, è fuori dalla Corte
Penale Internazionale. Non ce l’ha fatta Karim Khan, procuratore
della Corte de L’Aja, a superare le Forche Caudine del voto
degli Stati membri. A New York, con una maggioranza
schiacciante, i Paesi che sono parte della Cpi hanno scelto di
destituirlo. Fatali, per il magistrato britannico, sono state le
accuse di cattiva condotta sessuale, attribuita a Khan, dopo
un’indagine di un anno e mezzo, in un periodo di tempo che va
dal 2023 al 2024. Accuse che il diretto interessato ha sempre
respinto.

   
A New York – la Cpi non è un organo delle Nazioni Unite ma
è legata all’
organizzazione mondiale – su 125 Paesi membri, in 82 (tra i
quali Francia e Norvegia) hanno votato a favore della
destituzione di Khan, 13 si sono espressi contro, 15 si sono
astenuti. Il destino del procuratore era appeso a questo voto.

   
La Cpi, lo scorso 9 giugno, aveva infatti deciso di sospenderlo
d’imperio – sebbene lui si fosse già autospeso – affidando la
decisione finale sul suo futuro agli Stati parte. E in queste
settimane, secondo Axios, a muoversi per accrescere i voti a
favore della rimozione del procuratore è stato soprattutto
Israele. Da quando Khan ha emesso i mandati d’arresto nei
confronti del premier Netanyahu e dell’ex ministro della
Difesa, Yoav Gallant, per crimini di guerra e contro l’umanità a
Gaza, il magistrato è diventato tra i nemici numero uno del
governo israeliano, e tra le cause delle dure ritorsioni
inflitte dagli Usa alla Corte. “La rimozione per gravi illeciti
ha messo a nudo la bancarotta morale di un procuratore corrotto
che si è affrettato a emettere mandati di arresto scandalosi,
nel tentativo di distogliere l’attenzione dai gravi illeciti che
temeva sarebbero venuti alla luce”, ha immediatamente
commentato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar,
chiedendo la revoca dei mandati di arresto per Netanyahu e
Gallant.

   
Alla guida della Cpi dal 2021, il giurista laureato a
Oxford ha impresso una forte accelerazione all’azione della
procura internazionale, lavorando ai procedimenti su Ucraina,
Libia, Sudan e Afghanistan. Poi la discesa degli inferi per le
accuse di cattiva condotta sessuale. Accuse che hanno acuito le
tensioni tra i Paesi parte di una Cpi mai così sotto attacco
nella storia recente. La stessa presidente dell’Assemblea dei
Paesi membri della Corte aveva anticipato che il voto sarebbe
stato a porte chiuse, essendo la vicenda “delicata e complessa”.

   
Qualche giorno fa ci aveva pensato la presunta vittima,
un’avvocatessa malesiana, a ricordare alla Cnn le motivazioni
che hanno causato la cacciata di Khan, parlando di un’escalation
di tentativi di molestie nei suoi confronti. “Non è possibile
che qualcosa sia consensuale quando c’è un tale squilibrio di
potere. Quello che credo molte persone non capiscano è che il
signor Khan non era solo il mio capo, era il capo di tutti”,
erano state le sue parole.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA


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