>ANSA-FOCUS/ Colby alla Nato per i tagli alle truppe Usa, ‘abbiamo cose da chiarire’ – Altre news
(di Mattia Bernardo Bagnoli)
E’ l’uomo che ha lanciato il
concetto di Nato 3.0, diventato poi termine comune all’interno
dell’alleanza, nonché il teologo del ribilanciamento tra Europa
ed Usa quando si tratta di capacità militari nel vecchio mondo.
Il sottosegretario Elbridge Colby, responsabile per la direzione
politica del Pentagono, è passato al quartier generale di
Bruxelles per un ‘tagliando’. E per rassicurare nuovamente gli
alleati: l’America “non ha intenzione di andarsene”, l’Europa
resta ancora un suo “cruciale interesse”, ma restano delle cose
“da chiarire” affinché “tutto abbia senso in futuro”.
“Ci ha ricordato che la revisione della postura militare è in
corso e arriverà”, ha sottolineato una fonte diplomatica
alleata, assicurando che al Consiglio Atlantico Colby ha più o
meno usato le stesse parole che con i giornalisti. Stando alle
ultime indiscrezioni, verranno create “almeno quattro proposte”
da mettere sul tavolo del Segretario Pete Hegseth entro il 6
novembre, ben prima dunque della scadenza dei sei mesi. Il
coordinamento dunque è fondamentale e Colby ha spiegato così
l’origine del questionario inviato ai partner all’inizio del
mese, per sapere “per iscritto” cosa sono disposti a fare e
dare. Eppure quel questionario è stato letto da diversi alleati
in maniera ben diversa, come una sorta di richiesta di
giuramento ideologico all’universo MAGA, in cambio di sicurezza.
Comunque sia, le capitali stanno rispondendo. La Lituania lo
ha annunciato pubblicamente e si è detta convinta che gli Usa
saranno “ben contenti” quando leggeranno il contenuto della
lettera. Colby si è detto soddisfatto poiché sono state
finalmente abbondonate le “recriminazioni teologiche” ed ora è
in corso una conversazione piuttosto concreta “su come andare
avanti insieme in un mondo in cui l’Europa, che è ovviamente un
continente molto ricco, può assumersi la responsabilità primaria
della propria difesa convenzionale”. “Nato 3.0 significa
un’Europa più forte e un Canada più forte all’interno di
un’alleanza più forte: tutto ciò sta avvenendo, il processo
continua, c’è ancora molto da fare ma ci arriveremo”, ha
garantito il segretario generale della Nato Mark Rutte.
Uno dei temi più delicati resta l’aspetto economico, con
Washington determinata a non perdere quote di mercato in Europa.
Colby ha tirato in ballo Parigi – la più determinata a politiche
favorevoli verso il ‘made in Europe’ – sostanzialmente spezzando
una lancia in suo favore. “Abbiamo una posizione simile con la
Francia sin dalla Nato 2.0, secondo cui l’Europa può e deve
assumersi maggiori responsabilità”, ha argomentato Colby.
“Ovviamente stiamo dicendo che dovremmo farlo in modo
collaborativo e dovremmo farlo in modi che non penalizzino né
impediscano alle aziende statunitensi di accedere al mercato
europeo”.
Peccato che nel questionario ci fosse un passaggio
chiaramente contrario alle politiche della Commissione volte a
generare appalti congiunti tra Paesi Ue, con incentivi destinati
solo al “comprare europeo”. Colby invece si smarca. “Vogliamo
che gli europei investano di più nella propria economia perché
ciò porterà a un rapporto sostenibile e più equilibrato
all’interno della Nato, il che, a mio avviso, è simile a quanto
richiesto dalla Francia”. Insomma, l’ennesima conferma che al
Pentagono esistono diverse anime.
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