Impianto di accumulo energetico a Fenosu, via a espropri di terreni e servitù di passaggio
Oristano
Sul progetto ancora silenzio dal Comune di Oristano, che pure in precedenza si era detto contrario
Prende il via la fase degli espropri legata all’impianto di accumulo elettrochimico dell’energia (Bess) autorizzato a Fenosu lo scorso 21 luglio dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, nonostante il parere contrario espresso da Regione Sardegna e delle amministrazioni locali. Con una comunicazione pubblicata nell’albo pretorio del Comune di Oristano, il dicastero ha reso noto che sulle aree individuate nel progetto definitivo è stato apposto il vincolo preordinato a espropri e asservimenti, dando così avvio alla procedura prevista dalla normativa vigente. I proprietari delle particelle interessate hanno 30 giorni di tempo per fornire ogni elemento utile alla determinazione del valore dei terreni, ai fini della quantificazione dell’indennità.
Il progetto, denominato “Oristano” e promosso dalla società Webess Oristano, con sede a Milano, prevede la realizzazione di un impianto Bess della potenza di 160,745 MW, articolato in due campi di batterie, cabine di comando, cavidotti interrati e una nuova sottostazione elettrica collegata alla rete di trasmissione nazionale tramite l’ampliamento della stazione Terna di Oristano.
Il piano particellare allegato al decreto individua le aree vincolate nei territori dei comuni di Oristano, Santa Giusta e Palmas Arborea, coinvolgendo numerosi proprietari privati e diversi enti pubblici, tra cui il Demanio dello Stato, la Regione, Terna, E-Distribuzione ed Ersat. Per la maggior parte dei terreni è prevista una servitù di passaggio, legata ai cavidotti interrati o alla strada di accesso alla struttura, mentre alcune particelle, destinate all’ampliamento della sottostazione elettrica, saranno oggetto di esproprio vero e proprio.
L’autorizzazione unica era arrivata al termine di una conferenza di servizi durata oltre due anni, nonostante le obiezioni sollevate dal Comune di Oristano e dalla Regione in base alla legge regionale sulle aree idonee. Il Ministero aveva ritenuto superate tali obiezioni alla luce della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittime alcune disposizioni della normativa regionale in materia di rinnovabili. Resta ora da capire quali passi intraprenderanno le amministrazioni locali e i proprietari coinvolti nella procedura. Dal Comune di Oristano nelle ultime settimane non è arrivata alcuna presa di posizione.
L’impianto potrebbe vedere la luce nell’area agricola di diversi ettari delimitata dal prolungamento di via Ozieri, la strada della zona di Is Pastureddas e la strada statale 131, a poche centinaia di metri dalla centrale elettrica Enel di Oristano, nella zona di Fenosu. Comprenderà inoltre opere connesse che interesseranno i territori di Santa Giusta e Palmas Arborea.
Giovedì, 27 agosto 2026
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