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>>>ANSA/ Drogate e violentate dai compagni, la rete online sgominata da Europol – Altre news

Un’indagine senza precedenti
coordinata da Germania e Regno Unito, con il supporto di
Europol, ha portato alla luce un fenomeno oscuro e organizzato:
aggressioni sessuali, spesso sotto l’uso di droghe, perpetuate
nell’ambito di relazioni di coppia e alimentate da comunità
online misogine. L’operazione, che ha coinvolto le forze
dell’ordine di sette Paesi, ha permesso di identificare 156 tra
vittime e autori di reati, gettando luce su una rete criminale
transnazionale che utilizzava il web per pianificare e
condividere violenze vergognose, simili a quelle subite per anni
dalla francese Gisele Pelicot.

   
Il Progetto Medusa, avviato nell’aprile 2026, rappresenta un
cambio di paradigma nella lotta a questo specifico crimine.

   
Guidato dalle autorità tedesche (BKA e LKA Amburgo) e
britanniche (NCA), il progetto ha visto la partecipazione attiva
di Francia, Paesi Bassi, Spagna, Brasile, Canada, Ungheria,
Stati Uniti e l’agenzia europea Europol, nel ruolo di
coordinatore. L’operazione congiunta – resa nota dall’agenzia
europea con un comunicato – ha portato a numeri impressionanti:
274 nuove piste investigative sono state aperte, portando
all’identificazione di quattro nuove comunità online misogine
dedicate a questi crimini. Le indagini, ancora in corso, hanno
già condotto a 57 arresti e alla messa in sicurezza di 158
vittime, con un totale di 113 indagini avviate dall’inizio del
progetto.

   
Il cuore dell’operazione è stato il supporto fornito da
Europol. L’agenzia ha garantito il controllo incrociato dei dati
in tempo reale e un avanzato supporto Osint (Open Source
Intelligence), permettendo ai paesi partecipanti di potenziare
le proprie indagini con le informazioni operative più
aggiornate. Il coordinamento europeo ha assicurato una
cooperazione internazionale continuativa. Ma cosa rende il
Progetto Medusa così innovativo? La consapevolezza che queste
violenze “non sono atti isolati”, ma un “fenomeno di massa
alimentato da dinamiche di gruppo online”. “Gli autori, che
spesso rivestono ruoli di autorità o fiducia, utilizzano servizi
di messaggistica crittografata e forum chiusi per scambiarsi
esperienze, normalizzare comportamenti abusivi e facilitare il
commercio illegale di farmaci”, si legge nella nota.

   
Le comunità online agiscono come vere e proprie camere di
risonanza, dove l’oggettivazione e la disumanizzazione delle
vittime vengono esaltate. Le comunicazioni rivelano una
pianificazione dettagliata e il rafforzamento di azioni dannose,
dimostrando che queste aggressioni sono parte di un modello più
ampio di comportamenti interconnessi e organizzati. “Le
aggressioni – si legge ancora – prendono di mira quasi
esclusivamente le donne e spesso si protraggono per anni”. La
somministrazione di sedativi, oltre allo stupro, viene
perseguita dagli inquirenti anche per lesioni personali gravi e
tentato omicidio. L’operazione Medusa ha dimostrato come la
cooperazione internazionale sia l’unica arma efficace per
smantellare queste reti sommersi, inviando un segnale forte a
chi crede di poter agire nell’impunità del web.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA


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