Angelo Di Grumo e Giannina Balostro protagonisti del cortometraggio di Marco Piras – Lavocedigenova.it
C’è un confine sottile tra ciò che viviamo, ciò che sogniamo e ciò che continuiamo a portarci dentro. È proprio su questa linea incerta che si sviluppa ‘Reale’, un cortometraggio che sceglie il linguaggio del thriller per affrontare una questione profondamente umana: come reagiamo di fronte al male e quale responsabilità abbiamo quando ci troviamo davanti alla sofferenza degli altri?
Diretto da Marco Piras, autore genovese da tempo impegnato nel cinema indipendente, il progetto intreccia atmosfere oniriche, tensione narrativa e riflessione morale, dando vita a un racconto nel quale il passato non smette di interrogare il presente.
Al centro della storia troviamo Mario De Bartoli, un giornalista interpretato da Angelo Di Grumo. Il personaggio è tormentato dal ricordo di un incidente stradale durante il quale non è riuscito a salvare un passante. Un episodio doloroso che continua a pesare sulla sua coscienza e che riaffiora attraverso un sogno ricorrente, destinato a diventare uno degli elementi centrali della narrazione.
Nel sogno, ambientato nel Cinquecento, un cavaliere cerca di sottrarre una donna alla violenza di un uomo e dei suoi complici, ma il tentativo fallisce. Due dimensioni temporali apparentemente lontane iniziano così a dialogare, mentre le immagini del passato immaginato si intrecciano con le paure e i dilemmi del protagonista.
Il risultato è un percorso psicologico nel quale il confine tra realtà e incubo si fa sempre più sfumato. La vicenda invita lo spettatore a interrogarsi sul senso della responsabilità individuale, sul coraggio di intervenire e sul peso delle occasioni nelle quali non siamo riusciti, o non abbiamo avuto la forza, di fare la scelta giusta.
Per Angelo Di Grumo, il ruolo di Mario De Bartoli rappresenta l’opportunità di confrontarsi con un personaggio complesso, attraversato da inquietudini e contraddizioni. Un uomo che deve fare i conti con la propria coscienza e con le conseguenze emotive di un evento che continua a condizionare il suo presente.
Accanto a Di Grumo troviamo Giannina Balostro, figura centrale nella nascita e nello sviluppo di ‘Reale’. Il soggetto prende infatti origine da un racconto reale tramandato nella sua famiglia dal nonno Giacomo, una vicenda personale che ha trovato nel cinema la possibilità di trasformarsi in una narrazione capace di parlare a un pubblico più ampio.
Giannina Balostro non si limita al ruolo di produttrice, ma entra direttamente nella storia interpretando due figure femminili, una appartenente alla dimensione del sogno e l’altra a quella reale. Una scelta narrativa che contribuisce a rafforzare il legame tra le due linee del racconto e a sottolineare come esperienze, paure e dinamiche umane possano ripresentarsi anche in contesti differenti.
La sua partecipazione rappresenta uno degli aspetti più significativi del progetto: una storia nata dalla memoria familiare diventa un’opera cinematografica, conservando la propria origine personale e aprendosi a una riflessione universale sulla violenza, sulla vulnerabilità e sulle responsabilità di ciascuno.
Con ‘Reale’, Marco Piras sviluppa un linguaggio cinematografico che alterna realismo e suggestioni visionarie. Il contrasto tra le due dimensioni non è soltanto narrativo, ma diventa parte integrante della costruzione visiva del cortometraggio.
Per differenziare le sequenze ambientate nella realtà da quelle legate al sogno è stata adottata anche una tecnica di ripresa ibrida, alternando l’utilizzo di una cinepresa cinematografica a quello di uno smartphone. Una soluzione che contribuisce a caratterizzare le diverse atmosfere e a rendere più evidente il passaggio da una dimensione all’altra.

La regia si inserisce nel percorso di un autore che ha già affrontato storie di forte impatto emotivo e sociale. Tra i suoi lavori figurano ‘Butterflies’, dedicato alla tragedia del Ponte Morandi, ‘Il canto più grande’ e‘Velluto Rosso’.
In questo nuovo progetto, Piras sceglie di concentrarsi sulle zone più ambigue dell’animo umano, senza limitarsi a contrapporre semplicemente buoni e cattivi, ma cercando di esplorare le debolezze, le paure e le contraddizioni che accompagnano le scelte individuali.
Accanto ad Angelo Di Grumo e Giannina Balostro, il cortometraggio vede Francesco Uccheddu nel ruolo di U Bacci, figura antagonista della vicenda, Elsa Salvarezza nei panni della donna della cascina e Paolo Giovannini nel ruolo del cavaliere.
La produzione punta inoltre sulla valorizzazione di interpreti dotati di esperienza e sensibilità artistica, anche al di fuori dei circuiti della grande notorietà. Una scelta che si accorda con la natura del cinema indipendente, dove la forza di un progetto può nascere dalla capacità di mettere insieme professionalità, passione e idee.
A contribuire all’atmosfera del film è la colonna sonora curata da Pierpaolo Lucca, mentre il trucco è affidato a Claudio Pedemonte. Elementi che concorrono a definire l’identità visiva ed emotiva dell’opera.
Le riprese, concluse alla fine di agosto 2026, hanno interessato Genova, Bolzaneto e Sant’Olcese, confermando il potenziale del territorio ligure come ambiente capace di offrire scenari e suggestioni adatti anche a produzioni indipendenti.




