Amt, sciopero e presidio per la sicurezza a bordo: picchetto simbolico davanti alla prefettura

Genova. Picchetto simbolico in via Roma per fermare i bus Amt in circolazione nonostante lo sciopero di quattro ore indetto dal sindacato Ugl e un presidio per chiedere l’attenzione della prefettura sul caso delle aggressioni a bordo degli autobus del trasporto pubblico locale.
La protesta proprio nelle stesse ore in cui il Comune di Genova, la prefettura e le forze dell’ordine si riunivano per fare il punto dopo il danneggiamento di una corriera sulla linea Pegli – San Carlo Di Cese, venerdì scorso. Domani la prefetta Cinzia Torraco dovrebbe ricevere una delegazione sindacale.
“Non è possibile venire a lavorare e non sapere se si tornerà a casa vivi o sani e salvi – dice Roberto Piccardo, segretario Ugl, al presidio di stamani – i colleghi e le colleghe ormai si radunano spontaneamente nei depositi e ci chiedono delle risposte che purtroppo non possiamo dare. Cerchiamo di fare il possibile ma sono le istituzioni che devono garantire la sicurezza e non i sindacati. Siamo venuti qua per portare al governo questo grido d’allarme, perché la situazione è veramente drammatica, prima o poi ci scappa il morto”.
Il sindacato chiede la creazione un tavolo permanente con Comune, Prefettura, azienda, per dare risposte immediate. “Noi chiediamo che sulle linee notturne, visto che sono poche – spiega Piccardo – ci sia la presenza di un agente di polizia, carabinieri, forze dell’ordine su ogni autobus. Chiediamo più concretezza perché sono veramente molti i colleghi e le colleghe che stanno lasciando l’azienda, si stanno licenziando perché per 1.400 euro al mese non si può prendere insulti, o essere aggrediti”.
“Gli autisti si sentono soli, perché di fatto sull’autobus ci sono loro e prima che arrivino i soccorsi, passano minuti in cui uno può anche rimetterci la vita. Qua tra di noi c’è un collega che è stato aggredito a Cornigliano, che appunto ci diceva che era solo e se l’aggressore avesse avuto un coltello l’avrebbe ucciso”, conclude Piccardo.
La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha parlato ancora del tema stamani a margine dell’inaugurazione della nuova struttura di Villa San Teodoro a Di Negro, dopo la riunione speciale del comitato per l’ordine pubblico. “Quello che abbiamo chiesto, e alla riunione era presente anche il questore, è un aiuto dalle altre forze dell’ordine – ha spiegato Salis – perché non si può pensare che ci sia solo la polizia locale”.
Secondo la sindaca, la copertura globale dei punti critici cittadini non può ricadere su un unico comando: “Non possiamo fare uno sforzo su tutti i campi e su tutti i punti di criticità della città. La polizia locale sta facendo il possibile ed è sempre presente, come dimostra la risposta immediata sulla linea 71, ma da soli non possiamo farcela“.
alis ha quindi allargato la riflessione alla situazione nazionale, richiamando la posizione condivisa con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani: “Anche da Anci arriva un messaggio molto chiaro, tutti i Comuni lamentano che le polizie locali sono sovraccaricate di lavoro e non hanno l’adeguata copertura dalle altre forze dell’ordine”. Per la sindaca la radice del problema è legata alle carenze di organico complessive: «Le stesse forze dell’ordine sono in difficoltà numerica ed è proprio per questo che serve un investimento a livello governativo. Se si ha a cuore la sicurezza, bisogna investire risorse”.




