Calabria

Amendolara si prepara all’ultimo viaggio delle quattro vittime

Ad Amendolara il tempo sembra essersi fermato. Dal tragico lunedì dell’orrore, quando le fiamme hanno avvolto un van all’interno della stazione di servizio sulla Statale 106. Da una settimana, l’intero Alto Jonio cosentino è una terra sospesa tra sgomento e attesa. Attesa per l’ultimo saluto a Waseem Khan, Pashtun Amin Fazal Khogjani, Ullah Ismat Qiemi e Safi Iayjad, i quattro giovani braccianti di origine asiatica morti in uno dei più drammatici fatti che abbiano segnato la memoria recente di questo lembo di Calabria.
Le esequie, previste tra il 14 e il 15 giugno, saranno celebrate secondo il rito islamico. Una scelta che impone anche una riflessione sugli spazi e sui simboli. Le piccole moschee del comprensorio difficilmente potrebbero contenere la partecipazione attesa: amministratori, sindacalisti, rappresentanti del volontariato e semplici cittadini si preparano a condividere un momento che trascende l’appartenenza religiosa per assumere il significato universale della pietà umana. Per questo prende corpo l’ipotesi di una cerimonia all’aperto, nella piazza principale del paese o nell’area cimiteriale, dove la preghiera guidata dall’Imam potrà raccogliere la comunità intera.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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