Altri due Giganti di Mont’e Prama in mostra a Cabras, dopo il restauro al museo
Cabras
Esposti anche cinque modelli di nuraghe
È stata inaugurata ieri, a Cabras, una nuova esposizione che ospita due statue di Giganti di Mont’e Prama, le prime restaurate nel laboratorio del museo civico “Giovanni Marongiu”. La mostra “Mont’e Prama. Dalla terra al museo. Il nuovo restauro” è stata organizzata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna e dalla Fondazione Mont’e Prama. Oltre alle statue è possibile ammirare anche cinque modelli di nuraghe.
A partire dal 2014 la Soprintendenza ha ripreso gli scavi sistematici nel sito di Mont’e Prama. Le indagini, tuttora in corso, stanno restituendo nuovi e rilevanti reperti scultorei, tra cui statue e modelli di nuraghe, per i quali è stato avviato un nuovo progetto di restauro, di cui è stata recentemente completata una prima fase. Come riferisce la Soprintendente Elena Anna Boldetti “questo nuovo progetto di restauro, di cui presentiamo una prima fase, aggiunge un nuovo tassello al percorso iniziato con il primo intervento, realizzato tra il 2007 e il 2011. Le nuove sculture, in uno stato di conservazione migliore, sono state studiate e ricomposte e forniscono nuovi elementi che arricchiscono il racconto del sito archeologico. Per la prima volta raccontiamo il percorso dallo scavo al museo nella sua interezza”.
Con questo nuovo progetto sono stati completati i restauri di un pugilatore del tipo “Cavalupo”, caratterizzato dal grande scudo ricurvo, e di un arciere, oltre a due modelli di nuraghe ottalobati, tutti già esposti al museo di Cabras. Si aggiungono, per la prima volta, tre nuovi modelli di nuraghe scavati nelle campagne del 2022 e 2023, ossia un piccolo modello quadrilobato, una grande torre circolare e un modello a terrazzo quadrato.
Alle sculture restaurate è dedicata una nuova sezione espositiva, inaugurata ieri e pensata per mostrare ai visitatori le più recenti acquisizioni e le fasi del percorso virtuoso che dallo scavo, attraverso gli interventi conservativi, ha condotto all’esposizione museale.

Foto Ufficio Stampa Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna
“La mostra che viene inaugurata dalla Soprintendenza”, ha dichiarato il presidente della fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni, “rappresenta il frutto di un grandissimo lavoro di collaborazione istituzionale che ci ha visto accanto al Ministero della Cultura e al Comune di Cabras. Vedere esposti i Giganti che per la prima volta sono stati restaurati nel laboratorio interno al museo e quindi nello stesso territorio in cui sono stati ritrovati è una grande emozione per tutti noi. Da oggi tutti potranno ammirare lo straordinario lavoro di restauro in una sala dedicata, in attesa che le sculture si aggiungano, in un secondo momento, alle altre esposte nella Sala del Paesaggio”.
Il restauro si è articolato in diverse fasi, durante le quali sono state effettuate scelte strategiche che hanno orientato le operazioni di archeologi e restauratori. L’intervento è stato preceduto da un’approfondita fase conoscitiva dei materiali, supportata da un accurato programma di indagini diagnostiche. Per questo delicato progetto è stato fondamentale anche l’impiego di tecnologie all’avanguardia, sia per la documentazione sia nelle metodologie di lavoro adottate.
Il progetto è stato sviluppato nel rispetto del valore storico-archeologico dei reperti, attraverso un approccio multidisciplinare che ha integrato conoscenze provenienti dall’archeologia, dalle scienze geologiche, chimiche e fisiche. L’analisi e l’interpretazione dei vari dati nel loro insieme hanno consentito di comprendere la complessità storica e tecnica dei beni archeologici. Attraverso questa metodologia di lavoro il restauro, oltre a garantire la conservazione e valorizzazione del bene, diventa parte integrante della ricerca archeologica.

Foto Ufficio Stampa Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna
Punto di forza del progetto è la valorizzazione dell’intero percorso in un continuum, dallo scavo archeologico fino all’esposizione museale, che restituisce ai visitatori i manufatti insieme alla loro storia. Gli interventi di restauro sono stati realizzati, in parte, presso il laboratorio di restauro allestito al museo di Cabras, secondo il modello del “restauro aperto”, che ha integrato le attività conservative nel percorso di visita per le statue dell’arciere e del pugilatore.
Parallelamente, i modelli di nuraghe sono stati restaurati presso il laboratorio della Soprintendenza di Cagliari, nella sede di Calamosca.
Il progetto rientra nell’ambito dell’intervento finanziato dal Ministero della Cultura “Studio, conservazione e restauro delle nuove acquisizioni da scavo”, per un importo complessivo di 2,8 milioni di euro. Gli interventi sono stati progettati e diretti dai funzionari della Soprintendenza Abap per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna, Elena Romoli, Gianfranca Salis, Georgia Toreno, Alessandro Usai e Maura Vargiu.
Il responsabile di progetto è l’architetta Patrizia Luciana Tomassetti. Oltre al personale ministeriale hanno partecipato all’esecuzione dei lavori di scavo e restauro un folto gruppo di professionisti e ditte rappresentativi di diverse professionalità, numerosi enti di ricerca, come l’Università di Cagliari e il CRS4, coinvolti nelle campagne di diagnostica e nello sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche e di supporti, che hanno consentito di introdurre elementi innovativi in un intervento che doveva essere adeguato, nel metodo e negli strumenti, all’indiscusso valore di questo importante patrimonio culturale.
Mercoledì, 24 giugno 2026
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