alla D’Annunzio nuovi progetti per valorizzare bambini e ragazzi ad alto potenziale cognitivo

L’università D’Annunzio promuove nuove sinergie internazionali e il proprio impegno a favore dei bambini e dei ragazzi ad alto potenziale cognitivo (plusdotazione), giovani capaci di straordinaria creatività e intuizione ma che necessitano di contesti educativi ed emotivi adeguati per esprimere appieno le proprie specificità.
La decisione arriva dopo il successo dell’evento europeo “Wondering gifted minds” a Bruxelles, con il patrocinio della fondazione “Carano 4 Children”, e il coordinamento per l’università degli studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara delle docenti Viviana di Giacomo e Clara Verazzo
La plusdotazione riguarda circa il 2,5% della popolazione mondiale e non si esaurisce nella misurazione di un Quoziente Intellettivo pari o superiore a 130, attraverso rigorosi test standardizzati somministrati da specialisti accreditati. Si tratta di una neurodivergenza ricca e complessa, che si manifesta in modi differenti da individuo a individuo e che non si traduce automaticamente nel successo accademico o scolastico. Ecco perché, accanto alla rapidità di apprendimento e alla intensità di curiosità, emerge la necessità di salvaguardare il benessere psicologico e relazionale dei ragazzi, evitando che l’alto potenziale si trasformi in disagio o isolamento.
“L’esperienza vissuta a Bruxelles nell’ambito di Wondering gifted minds, a fianco della fondazione Carano 4 Children, – dichiara la professoressa Clara Verazzo, docente di Restauro dell’architettura nel dipartimento di Architettura della “d’Annunzio” – ci ha confermato quanto sia urgente fare rete oltre i confini nazionali. I ragazzi ad alto potenziale rappresentano un patrimonio progettuale inestimabile. Investire su di loro – conclude la Professoressa Verazzo – significa dare strumenti per mettere le proprie capacità al servizio della collettività”.
“La plusdotazione – spiega la professoressa Viviana di Giacomo, docente di Anatomia umana del dipartimento di Farmacia della “d’Annunzio” – è una neurodivergenza complessa e affascinante che non può e non deve essere ridotta a un freddo dato numerico o a un voto sul registro. Il pensiero arborescente permette a questi giovani di percorrere traiettorie cognitive straordinarie, ma proprio per questo richiede contesti capaci di accogliere la loro sensibilità ed evitare che si sentano disallineati rispetto ai contesti tradizionali”.
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