al via il progetto pilota “Scuola ViCina” nel Municipio V
Imparare a contare e a dire i primi piccoli vocaboli in mandarino tra una filastrocca, un disegno da colorare e un gioco di gruppo.
Accadrà a Roma a partire dal prossimo settembre 2026, quando nelle aule di una scuola dell’infanzia del Municipio V (il quadrante di Tor Pignattara e Centocelle) prenderà ufficialmente il via “Scuola ViCina”.
Si tratta di un progetto pilota rivoluzionario, pensato per avvicinare i bambini alla lingua e alla cultura della Cina fin dai loro primi passi nel sistema scolastico.
L’iniziativa non ha l’ambizione accademica di sfornare piccoli sinologi bilingui a cinque anni, ma punta a sfruttare l’estrema plasticità neuronale dei bambini per offrire un primissimo contatto con i suoni e i simboli dell’Asia.
Il percorso didattico si svilupperà con due incontri a settimana, integrati perfettamente nel normale orario scolastico, e si chiuderà a fine anno con una mostra dei lavori creativi e una recita finale a tema.
Asili in ballottaggio e asse Italia-Cina per le superiori
I dettagli logistici sono in via di definizione, ma la mappa della sperimentazione è già tracciata. Gli uffici municipali stanno stringendo il cerchio per scegliere la scuola materna d’infanzia che farà da apripista: il ballottaggio finale è tra la “Grazia Deledda” e la “Giulio Cesare”, due storici istituti del territorio.
L’operazione nasce da una sinergia tra la presidenza del Municipio V, la Commissione Scuola di Roma Capitale e l’associazione di promozione sociale Zhonghua.
Questo esperimento con i più piccoli, in realtà, rappresenta solo la base di una piramide di scambi culturali molto più profonda. L’accordo quadro prevede infatti attività speculari destinate agli studenti delle scuole superiori romane, con l’avvio di gemellaggi internazionali che consentiranno scambi di classe, viaggi di studio direttamente in Cina e progetti di accoglienza per i liceali cinesi nella Capitale.
Il Comune finanzia il debutto: dopo l’inglese e l’arabo, tocca al mandarino
Per finanziare le docenze e i materiali didattici di questa prima fase, il Municipio V ha stanziato un tetto massimo di 4.800 euro.
La sperimentazione verrà monitorata passo dopo passo e, a giugno del prossimo anno, verranno distribuiti dei questionari di valutazione alle famiglie degli alunni: saranno proprio i pareri dei genitori a decretare se l’iniziativa meriterà di essere rinnovata ed estesa ad altri asili del quartiere.
L’introduzione precoce dei linguaggi non è una novità assoluta a Roma, dove da tempo i nidi e le materne comunali investono sui lettori di lingua inglese.
Il panorama delle lingue extra-europee, del resto, si sta allargando rapidamente in tutta la città: basti pensare al recente e acceso dibattito sull’inserimento dell’arabo come terza lingua curricolare in alcune scuole medie e superiori.
Con il mandarino alla materna, la scuola romana aggiunge un nuovo tassello geopolitico alla sua offerta formativa, scommettendo sull’integrazione culturale fin dalla più tenera età.
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