Calabria

Agente sospeso per un video pubblicato su TikTok, il Tar Calabria annulla il provvedimento

Un agente di Polizia era stato sospeso dal servizio per un video pubblicato su TikTok, ma il Tribunale amministrativo della Calabria ha annullato il provvedimento. Nello specifico, il Tar ha accolto il ricorso e annullato il decreto di sospensione cautelare dal servizio emesso dal ministero dell’Interno nei confronti dell’agente nel maggio 2023, a oltre un anno dai fatti contestati e «senza il confronto con l’interessato». I fatti risalgono infatti al 2 aprile 2022 quando l’agente, in servizio al Reparto prevenzione Crimine «Calabria Settentrionale» e distaccato a Foggia, partecipava, come capo pattuglia, a un controllo nei pressi dello stadio Zaccheria. Durante l’operazione un’autovettura non si era fermata, aveva tentato di investire uno degli operatori e, dopo un inseguimento, era stata bloccata. I due occupanti erano stati trovati in possesso di stupefacenti e arrestati.

Pochi giorni dopo, su TikTok era circolato un video in cui, presumibilmente, lo stesso agente appariva mentre sferrava un calcio al volto di uno dei due fermati. La notizia era stata ripresa da numerose testate e trasmissioni televisive e in seguito all’apertura di un procedimento penale l’agente era stato assegnato a servizi interni non operativi. Nel maggio 2023, a distanza di oltre tredici mesi dall’episodio, il ministero aveva disposto, senza ascoltare la versione dell’agente, la sua sospensione cautelare, con decurtazione dello stipendio e concessione di un assegno alimentare pari alla metà. L’uomo ha presentato ricorso al Tar, con il patrocinio degli avvocati Giuseppe Carratelli e Santo Infusino che hanno contestato il provvedimento per difetto di motivazione, per la mancata valutazione degli effetti sulla posizione lavorativa del dipendente e, soprattutto, per l’assenza di effettive ragioni di urgenza che giustificassero l’omissione del contraddittorio. Il Tar Calabria ha ritenuto fondata la censura procedimentale e ha osservato che «una misura cautelare di questo tipo – è scritto in una nota dei legali – richiede un confronto preventivo con la parte destinataria della misura. Nella motivazione si dà atto anche dell’ordinanza di archiviazione emessa dal giudice di Foggia nell’ottobre 2024 per alcuni dei reati contestati. La sentenza, immediatamente esecutiva, restituisce all’agente il diritto di rientrare in servizio a pieno titolo e con retribuzione integrale».


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