addio a padova Giuseppe Scandolaro

La grande famiglia del basket padovano e non solo perde un simbolo. «Ci sono storie che non vorremmo mai vivere, né tantomeno raccontare. Purtroppo, oggi è una di quelle». Con queste parole la Reggio BiC Vumbaca esprime grande dispiacere per la morte, poco prima della gara di Serie A Fipic, di Beppe Scandolaro, da 30 anni storico dirigente del Pmb Padova, colto da malore nel piazzale del PalaCalafiore di Reggio Calabria ieri 7 ottobre. «Nonostante la tempestività dei soccorsi e il successivo trasporto in ambulanza in ospedale, è tragicamente venuto a mancare». A confermare il tragico epilogo è il dottor Nuccio Macheda, direttore dell’Unità operativa complessa di anestesia e terapia intensiva del Grande ospedale metropolitano. L’uomo era arrivato al Grande Ospedale Metropolitano già in arresto cardiaco. «Avremmo voluto raccontarvi una giornata di sport, emozioni e divertimento, in campo e sugli spalti. Invece, ci troviamo a fare i conti con una tragedia che lascia tutti senza parole. La Vumbaca Reggio BiC si stringe con profondo dolore attorno alla Pmb Padova, ai familiari e a tutte le persone che gli hanno voluto bene. Riposa in pace caro Beppe».
Toccante il messaggio del Padova Millennium Basket: «È passata qualche ora, ma non riusciamo proprio a credere che Beppe non ci sia più. Facciamo ancora fatica a trovare le parole, a mettere in ordine i pensieri, a renderci conto di quello che è successo. Ci ha lasciato all’improvviso, portandosi via un pezzo della nostra famiglia. Giuseppe Scandolaro era una persona buona, generosa, sempre disponibile. Da tantissimi anni era una presenza insostituibile nella vita del Padova Millennium Basket. Per questa società ha dato l’anima, mettendoci tempo, energie, passione e soprattutto un cuore immenso. Senza mai tirarsi indietro, senza chiedere nulla in cambio. Con il suo impegno ha contribuito a rendere migliore la vita di tante persone, andando ben oltre quello che può significare essere un dirigente sportivo. Perché il Millennium, per Beppe, non era soltanto una squadra. Era una famiglia. E della nostra famiglia facevano parte anche Katia, Mattia e Gioia. Mattia, che per tanti anni ha indossato la nostra maglia, condividendo con suo papà la passione per questo sport e per questi colori. A tutti loro va il nostro abbraccio più grande, con un affetto che nessuna parola può riuscire a esprimere. Beppe è stato colto da un infarto ieri sera, nel piazzale del palazzetto di Reggio Calabria, poco prima della partita di Serie A. Nonostante i tempestivi soccorsi e il successivo trasporto in ospedale, purtroppo non c’è stato nulla da fare».
E ancora: «Da ieri sera 7 ottobre stiamo ricevendo un numero enorme di messaggi, telefonate e manifestazioni di vicinanza. Da società sportive, amici, persone del nostro territorio e di tutta Italia. Vogliamo ringraziare tutti, uno per uno. Questo affetto così grande racconta meglio di qualsiasi parola chi fosse Beppe e quanto abbia saputo farsi voler bene, ovunque sia passato. Lascia un vuoto enorme. Nei nostri palazzetti, nelle nostre trasferte, nelle nostre giornate. Ma soprattutto nei cuori di tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo e di condividere con lui un pezzo di strada. Ci mancherai terribilmente, Beppe. E sappiamo che niente sarà più come prima. Ma una cosa te la promettiamo: da oggi, ogni volta che scenderemo in campo, giocheremo anche per te».
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