Friuli Venezia Giulia

Addio a Massimo Turco, storico fotografo del Messaggero Veneto


“Portami un cordino!”. Se questo non era il mantra di Massimo Turco, poco ci manca. Andava pazzo per i laccetti da pass o smartphone. Dovunque si andasse era necessario recuperare uno di quegli aggeggi per farlo felice. Credo sia una delle cose che, a suo modo, ha dato maggiore unità negli anni 2000 al mondo del giornalismo udinese. Non i corsi di aggiornamento o le elezioni dell’Ordine, ma i cordini di Turco. Del resto, Max non si poteva deludere, perché divertiva in un mondo lavorativo di persone che si prendono molto sul serio. Lo faceva più con gli atteggiamenti e gli sguardi sornioni che con le parole, considerando che data la rapidità con cui si esprimeva non era sempre agevole decifrare quanto aveva appena detto, tranne quando raccontava con orgoglio dell’amato figlio o del quartiere di Sant’Osvaldo. Dopo un po’, almeno per me, si innescava un meccanismo di comprensione, una sorta di alternativa al discorso orale, composto da mimica, attitudine, gesti eclatanti e scatti. Non d’ira, ma fotografici, che compongono di certo un archivio mostruoso. Chi metterà ordine agli exabyte di immagini di Turco troverà rappresentata la storia del nostro territorio, almeno negli ultimi 30 anni. Di queste foto, tantissime saranno state fatte a Lignano, sua terra d’elezione durante l’estate e luogo dove ha scelto di terminare il percorso terreno. Il suo look, per stare in riviera, era quasi da personaggio dei fumetti: occhiale da sole o vista (rigorosamente con cordino), scarpe e pantaloni comodi, maglietta e gilet d’ordinanza. Proprio in riva al mare friulano è nata la sua leggenda di uomo col fiuto per la cronaca, posizione operativa lasciata da qualche anno. Ai tempi del caso Unabomber (nel 1996) riuscì a scattare delle foto della scena del crimine, da semplice bagnante, che nessun altro avrebbe potuto avere. In spiaggia, 30 anni fa, serviva una macchina per un lavoro del genere e lui ce l’aveva. Al posto giusto nel momento giusto, come gli è capitato in seguito tantissime volte. Consapevole della sua forza professionale non si faceva problemi ad aiutare anche i concorrenti, segnalando loro notizie che lui aveva già elaborato, in particolare coi più inesperti. Me compreso. Grazie di tutto Max.


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