>>>ANSA/ L’Ue rinvia l’ok all’intesa con gli Usa ma promette ‘tempi rapidi’ – Altre news
(Di Michele Esposito)
Riuscirà Donald Trump a
pazientare un paio di settimane senza tornare a minacciare
l’Europa? La domanda, in queste ore, circola vorticosamente nei
corridoi del Palazzo Berlaymont alla luce del nuovo rinvio
dell’Ue al via libera all’intesa di Turnberry. Sei ore di
intenso negoziato, iniziato nella serata di mercoledì e
terminato a notte fonda, non sono bastate ad arrivare alla
fumata bianca del trilogo, il tavolo che riunisce Consiglio,
Commissione ed Eurocamera. Eppure, al termine del round di
colloqui, tutte le parti hanno mostrato un moderato ottimismo:
Bruxelles punta al 19 maggio per il via libera all’intesa, che a
quel punto dovrà essere ratificata dai 27 e dalla Plenaria prima
di entrare in vigore.
Non è chiaro se la fiducia espressa da Consiglio,
Commissione e Eurocamera sulla buona riuscita dei negoziati in
un paio di settimane sia del tutto sincera o serva a nascondere,
alla controparte americana, le insidie ancora presenti nelle
trattative. Di certo, il commissario al Commercio Maros
Sefcovic, ha voluto chiarire un punto: “Stiamo compiendo
progressi significativi e abbiamo già ottenuto molto – anche se,
ovviamente, nulla è concordato finché non è tutto concordato”.
“L’obiettivo – ha rimarcato – rimane triplice. In primo luogo,
dimostrare che l’Ue mantiene le promesse e onora i propri
impegni. In secondo luogo, garantire un risultato che rispetti
pienamente la dichiarazione congiunta Ue-Usa. In terzo luogo,
tutelare gli interessi delle parti interessate dell’Ue, anche
dotando la Commissione degli strumenti necessari per garantire
che la dichiarazione congiunta Ue-Usa sia fedelmente attuata da
entrambe le parti”.
Il primo punto preannuncia l’ulteriore pressing che
l’esecutivo Ue eserciterà nei prossimi giorni per non andare
oltre il 19 maggio. Il terzo, si configura invece come una
parziale sponda alla richieste dell’Eurocamera, ovvero al
mantenimento nello schema dell’intesa delle cosiddette clausole
“sunrise” e “sunset” inerite nel passaggio legislativo al Pe
proprio come salvaguardia rispetto al mancato rispetto degli
impegni da parte degli Usa. E’ difficile che entrambe le
clausole – che non piacciono al Ppe e non entusiasmano la
Commissione – sopravvivano ai negoziati. Ma una mediazione che
tuteli comunque un sistema di garanzie di fronte
all’imprevedibilità di Trump potrebbe essere a portata di mano.
“Al momento c’è un compromesso sugli elementi più importanti ma
abbiamo ancora bisogno di un’implementazione” su alcuni temi “e
sono sicuro che nel prossimo incontro, o il 12 o il 19 maggio,
si troverà un accordo, sono positivo al riguardo”, ha
sottolineato il presidente della commissione Commercio del Pe,
Bernd Lange.
La vera incognita restano le mosse di Trump. Se il
presidente americano, come evocato dall’ambasciatore degli Usa
alla Ue Andrew Puzder, concretizzasse in un ordine esecutivo il
25% minacciato su auto e camion europei, le conseguenze sul
negoziato interistituzionale in Ue sarebbero imprevedibili. Il
pressing di Washington su Bruxelles resta costante. Lo stesso
Puzder nella mattinata ha incontrato la vicepresidente del
Parlamento europeo ed eurodeputata dei Patrioti, Mieke Andriese,
con un focus proprio sui dazi. Gli Usa sanno che, all’interno
della Plenaria, il fronte anti-Trump negli ultimi mesi è
cresciuto e cercano di puntellare il sostegno in quei gruppi
tradizionalmente più vicini al movimento Maga.
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