Emilia Romagna

accordo tra Ministero della Cultura e Unibo


La Villa Zeri, storica dimora di Federico Zeri a Mentana, alle porte di Roma, entra ufficialmente nella rete museale nazionale. Il ministero della Cultura e l’Università di Bologna hanno firmato l’Accordo di valorizzazione che trasformerà la residenza del celebre storico dell’arte in un nuovo polo pubblico dedicato alla ricerca, alla formazione e alla divulgazione culturale. L’intesa è stata sottoscritta dal direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione musei nazionali della città di Roma, Luca Mercuri, e dal rettore dell’Alma Mater Giovanni Molari.

Un nuovo luogo della cultura

Con la firma dell’accordo, Villa Zeri entrerà a far parte della rete dei luoghi della cultura affidati all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo e sarà progressivamente aperta al pubblico. Il progetto prevede un percorso pluriennale di recupero e valorizzazione che punta a trasformare la villa in un centro permanente dedicato all’eredità scientifica e culturale di Federico Zeri, tra i maggiori storici dell’arte italiani del Novecento. La dimora, progettata all’inizio degli anni Sessanta dall’architetto Andrea Busiri Vici, era stata concepita dallo stesso Zeri come luogo di vita, studio e conservazione del proprio patrimonio librario e documentario. Per decenni è stata un punto di riferimento per studiosi, collezionisti e istituzioni culturali.

Mostre, ricerca e alta formazione

Il programma di valorizzazione, intitolato “Villa Zeri. Abitare le immagini”, prevede la realizzazione di mostre temporanee dedicate ai principali temi di ricerca dello storico dell’arte, convegni, seminari, attività didattiche, progetti editoriali e iniziative di alta formazione sviluppate insieme all’Università di Bologna e alla Fondazione Federico Zeri. Sono previste inoltre residenze per artisti, interventi di restauro e conservazione, oltre alla progressiva musealizzazione di parte della villa, con l’obiettivo di renderla sempre più accessibile a studiosi, studenti e cittadini.

L’Alma Mater, indicata da Federico Zeri come custode della sua eredità culturale, continuerà a svolgere un ruolo centrale nel progetto. L’accordo consolida infatti la collaborazione tra l’Ateneo bolognese, il ministero della Cultura e la Fondazione Federico Zeri, con l’obiettivo di fare della villa un luogo stabile di produzione culturale, ricerca e divulgazione, aperto anche alle collaborazioni con università, musei e istituti di ricerca italiani e internazionali.

Una rete di case museo sempre più ampia

L’ingresso di Villa Zeri rafforza anche il progetto nazionale di valorizzazione delle case museo e delle dimore d’autore promosso dal ministero della Cultura. La villa si aggiunge infatti a una rete che comprende già Casa Museo Mario Praz, Casa Museo Boncompagni Ludovisi, Casa Museo Hendrik Christian Andersen, Casa Pasolini e Casa Balla, contribuendo a creare un sistema culturale diffuso dedicato alle grandi personalità della cultura italiana. L’obiettivo è favorire nuove forme di partecipazione culturale, ricerca e sviluppo dei territori, valorizzando luoghi che conservano la memoria del lavoro intellettuale e artistico di figure fondamentali del Novecento.

Il programma prevede interventi progressivi di riqualificazione e adeguamento della villa per garantirne l’accessibilità e la piena fruizione pubblica. Accanto agli spazi museali nasceranno ambienti destinati allo studio, alla formazione, alle attività espositive e alla produzione culturale contemporanea, in un dialogo costante tra memoria, ricerca e innovazione. Secondo il ministero della Cultura, Villa Zeri è destinata a diventare un punto di riferimento nazionale e internazionale per gli studi storico-artistici e per la diffusione del metodo di lavoro di Federico Zeri, con un’offerta culturale rivolta non solo agli specialisti ma anche al grande pubblico.


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