A Villa Santa Maria iniziano i festeggiamenti per il bicentenario della chiesa di San Nicola di Bari

A Villa Santa Maria iniziano i festeggiamenti per il bicentenario della chiesa di San Nicola di Bari. Sabato sera al teatro comunale si è sovlta la cerimonia di presentazione degli eventi per il bicentenario della dedicazione della Chiesa Madre, alla quale hanno partecipato il sindaco Giuseppe Finamore, il delegato per l’Italia dei Padri Caracciolini, Padre Francesco Jannamico, il presidente del Comitato organizzatore, Alessandro Sabatini, lo storico Antonio Di Lello e Ilaria Trivellato, in qualità di moderatrice.
Progettata dall’architetto Giacomo Torrese, la Chiesa parrocchiale San Nicola di Bari è stata edificata tra il 1816 e il 1826 e custodisce al suo interno pregevoli opere d’arte come la famosa “Triade Biblica” di Francesco Maria De Benedictis e “L’Apoteosi di San Nicola” di Gaetano D’Agostino, di scuola ottocentesca napoletana.
“La nostra comunità si raccoglie con profondo senso di gratitudine e orgoglio per celebrare un traguardo di straordinaria importanza – ha sottolineato il sindaco Giuseppe Finamore -. Da duecento anni questo luogo non è soltanto un edificio, ma il cuore pulsante della nostra identità, testimone silenzioso della storia, delle tradizioni e della vita di generazioni di cittadini. La Chiesa Madre rappresenta un patrimonio spirituale, culturale e artistico che ci appartiene e che abbiamo il dovere di custodire e tramandare alle future generazioni. Essa è simbolo di unità, di valori condivisi e di radici profonde che continuano a sostenerci anche nelle sfide del presente”.
Alessandro Sabatini, presidente del Comitato organizzatore, ha aggiunto: “Una staffetta tra la custodia delle radici e la proiezione del futuro che restituisce un tributo d’onore a coloro che si sono spesi in due secoli, dalla costruzione alla custodia di questo sontuoso tempio. Lo facciamo attraverso la promozione di concerti, mostre, annullo filatelico e celebrazioni che caratterizzeranno vari momenti dell’anno”.
“La chiesa madre – ha spiegato il professor Antonio Di Lello – è rinata nel 1826 quando, dopo la demolizione dell’antica chiesa, è stata ricostruita e ha acquisito il bellissimo volto attuale, compiendo così 200 anni. Il popolo di Villa S. Maria è sempre stato devotissimo a questo grande Santo e la Parrocchia ha voluto fermamente l’organizzazione di questa festa. Altre manifestazioni ci saranno nel corso dell’anno, festeggiando così un “compleanno” importante per la nostra Parrocchia e per nostro il Comune”.
Il calendario degli appuntamenti dedicati ai festeggiamenti si aprirà giovedì 23 aprile con la solenne celebrazione eucaristica di apertura del bicentenario presieduta da Mons. Bruno Forte, arcivescovo metropolitano di Chieti – Vasto, che cade a duecento anni esatti dalla prima benedizione avvenuta nel 1826. Proseguirà con la festa primaverile di San Nicola di Bari (2 e 3 maggio), l’annullo filatetico delle cartoline del bicentenario e l’apertura della mostra fotografica “Vita in parrocchia” (8 agosto), la celebrazione eucaristica in onore di tutti i villesi nel mondo e di quanti nel corso dei secoli hanno lavorato per la chiesa (10 agosto), il convegno “Domus Dei est porta coeli. La Chiesa di Villa Santa Maria tra storia e arte” (12 agosto) e la celebrazione di chiusura del bicentenario (6 dicembre).
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“Ogni volta che varchiamo le porte della nostra chiesa parrocchiale è bene rivolgere il pensiero a quanti hanno pregato in quella chiesa a quanti sono stati battezzati a quanti hanno ricevuto la prima comunione, la cresima, a quanti si sono confessati, a quanti si sono sposati a quanti sono diventati sacerdoti, ai tanti che sono stati accompagnati nell’estremo saluto – ha sottolineato padre Francesco Jannamico -. Nella chiesa parrocchiale si vive una speciale comunione perché ci si stringe a Cristo ma ci si stringe anche a tutti quelli che hanno creduto in Cristo e che crederanno in Lui. In questo bicentenario riscopriamo la parrocchia “casa fra le case” come luogo che forma la comunità, che edifica la comunità perché lì c’è il fondamento. La chiesa di S. Nicola è la nostra casa, lì abbiamo ricevuto vita e per questo dobbiamo averne cura, non solo in questo tempo speciale. La comunità cristiana, la chiesa, si edifica ed è bella quando la viviamo”.
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