Calabria

A Vibo imprese sotto il tiro della criminalità, ma la società civile «non si piega più»

Indagini senza sosta della Questura per fare luce sul raid a colpi di fucile calibro 12 compiuto nei giorni sorsi ai danni di cinque attività dell’area industriale a cavallo tra Vibo e Jonadi: “Kernel”, “Metal Sud”, “Sud Edil Ferro” e delle aziende “Colloca” e “Baldo”. Gli investigatori – anche attraverso le immagini delle telecamere di videosorveglianza – stanno lavorando per ricostruire nei minimi particolari lo scenario, compresa la sequenza degli spari, in cui si è sviluppata l’azione di fuoco.
I colpi sono stati esplosi da distanza ravvicinata contro le vetrate e le facciate degli edifici che ospitano le attività e da una prima ricostruzione sembra si tratti di un solo “commando” che avrebbe agito intorno alle 21,30 con un’auto. Le indagini puntano anche a capire se esistono eventuali collegamenti con le altre intimidazioni compiute dall’inizio dell’anno tra la città capoluogo e l’immediata periferia e la cui matrice è quasi certamente legata al racket delle estorsioni.
In buona sostanza se questa nuova scia di episodi criminali sia opera o meno della stessa mano. Un fatto è certo. Questa ripresa degli avvertimenti sinistri – in questa occasione in maniere plateale – ha creato viva apprensione tra gli operatori economici, ma nello stesso tempo un’ondata di sdegno parte dei cittadini, delle istituzioni, della politica, delle associazioni e della chiesa, a dimostrazione ove ve ne fosse bisogno che i tempi sono cambiati e che la società non intende più cedere al ricatto mafioso che uccide la speranza, frena lo sviluppo e genera nuove povertà.
Il primo a scendere in campo è stato il vescovo Attilio Nostro che nella giornata di lunedì ha fatto visita, insieme a don Roberto Carnovale della parrocchia Gesù Salvatore di Vena di Jonadi, alle cinque aziende. Nell’occasione il presule ha condannato «questi eventi sciagurati che devono essere da tutta la società civile contrastati, perché ledono quei sani principi della legalità che sono alla base del vivere quotidiano, fondamento imprescindibile per risanare il nostro territorio dalla violenza, dalla corruzione, dalle estorsioni e da tutto ciò che impedisce la creazione di prospettive durature per un futuro più solido».
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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