A Roma la più grande esposizione di Katsushika Hokusaimai dedicata in Italia
Dal 27 marzo fino al 29 giugno 2026, ARTHEMISIA, dopo aver celebrato i maestri dell’arte occidentale quali Van Gogh e Munch – in occasione dei 160 anni delle relazioni tra Italia e Giappone – ha organizzato per la prima volta a Palazzo Bonaparte a Roma, un’irripetibile mostra dedicata all’arte orientale e all’artista che ha creato immagini leggendarie quali La Grande Onda di Kanagawa, le Trentasei vedute del monte Fuji e i Manga.
Pittore e incisore prolifico, visionario e instancabile, Hokusai è conosciuto in tutto il mondo soprattutto per le sue celebri stampe Ukiyo-e nelle quali la natura, il movimento dell’acqua, il paesaggio e le figure che animano la vita quotidiana del Giappone si trasformano in immagini di sorprendente forza poetica e modernità. Con oltre 200 opere provenienti dal Museo Nazionale di Cracovia ed esposte per la prima volta al mondo in una mostra monografica in Italia, l’esposizione ripercorre l’intero arco creativo dell’artista, dalle opere legate alla tradizione a quelle più rivoluzionarie, in un percorso ricchissimo ed estremamente suggestivo.
Promossa dal Presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Roma, dell’Ambasciata del Giappone in Italia, dell’Istituto Giapponese di Cultura, della Regione Lazio e del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, la mostra è realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale di Cracovia, è prodotta e organizzata da Arthemisia ed è curata da Beata Romanowicz con la consulenza scientifica ed editoriale per i contenuti testuali, audiovisivi e divulgativi di Francesca Villanti. Main partner dell’esposizione è la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, con Fondazione Cultura e Arte e Poema.
In questa suggestiva ambientazione che accoglie le opere del Maestro, il pubblico si muoverà tra capolavori senza tempo e invenzioni visive straordinarie: dalle Cinquantatré stazioni del Tōkaidō alla celeberrima La Grande Onda di Kanagawa, dalle Trentasei Vedute del Monte Fuji fino ai sorprendenti Manga, gli straordinari album di disegni che hanno consegnato alla storia uno dei termini più noti della cultura visiva contemporanea.
La mostra offre anche una chiave di lettura affascinante delle opere del Maestro: al centro delle sue immagini non c’è soltanto la natura monumentale, ma l’essere umano in dialogo con essa. Tra le vedute del Giappone e la presenza costante del sacro Monte Fuji, Hokusai osserva la vita con straordinaria sensibilità. Spesso iFuji arretra sullo sfondo, mentre in primo piano emergono gesti e dettagli del quotidiano: una capanna costruita dall’uomo, il dorso di un cavallo lungo la strada, il profilo di un tetto che dialoga con quello di una collina. Infatti accanto alla centralità dell’uomo emerge un altro grande protagonista dell’opera di Hokusai: l’acqua. Non soltanto nella celebre Onda, qui presentata in una delle prime tirature, ma nelle infinite variazioni con cui l’artista la osserva, la studia e la reinventa.
La mostra mette in luce anche aspetti meno noti ma irresistibili della personalità di Hokusai, come l’umorismo e la leggerezza. Emblematica, in questo senso, è la raffinata stampa surimono “Autoritratto come pescatore”, in cui l’artista gioca con la propria immagine con ironia e libertà. Negli ultimi anni firmava spesso le sue opere “Gakyō rōjin”, il “Vecchio Pazzo per la Pittura” un nome che racconta bene l’energia inesauribile con cui continuava ad osservare il mondo e reinventarlo attraverso il disegno.
Accanto ai capolavori di Hokusai, l’esposizione presenta anche un insieme di oltre 180 pezzi tra libri rarissimi e preziosi oggetti giapponesi, tra cui laccature, smalti cloisonné, accessori da viaggio, armature, elmi e spade, oltre a strumenti musicali tradizionali. I costumi (kimono, giacche haori e fasceobi) accompagnano visivamente la visita, creando un dialogo continuo tra arte, vita quotidiana e spiritualità della cultura giapponese.
Le sale di Palazzo Bonaparte, immerse nel fascino senza tempo del Giappone, restituiscono tutta la forza innovativa di un artista che ha profondamente influenzato l’immaginario occidentale. Ricordiamo che sue opere hanno affascinato e ispirato pittori come Monet, Van Gogh ed il movimento impressionista, contribuendo alla nascita di nuove visioni della modernità, suggestionando anche musicisti come Claude Debussy.
La mostra si arricchisce anche di uno sguardo diverso sul Giappone dell’Ottocento grazie alle fotografie di Felice Beato: italiano, fotografo viaggiatore tra i primi a documentare il Paese appena aperto all’Occidente. Le sue immagini, raccolte in un video che ne racconta la vita e l’attività artistica, restituiscono paesaggi, città e scene di vita quotidiana che dialogano idealmente con l’universo visivo del maestro giapponese.
Infine, un percorso didattico che si snoda attraverso le sale permetterà al visitatore di addentrarsi nel complesso ma affascinante mondo della produzione tecnico-artistica delle opere di Hokusai e dei suoi allievi.
La ricchezza della mostra, materiale raccolto per la maggior parte da Feliks Jasieński, raffinato collezionista e appassionato d’arte giapponese, permette di seguire l’intero percorso del maestro, restituendo continuità e trasformazioni di una ricerca protratta per decenni.
Sottolineando che Hokusai è stato, e continua a essere, un ponte tra Oriente e Occidente, l’artista che più di ogni altro ha reso possibile un dialogo profondo e duraturo tra due tradizioni artistiche che ancora oggi continuano a incontrarsi e arricchirsi reciprocamente, non è un caso che proprio Hokusai sia stato scelto per rappresentare l’evento culturale più rilevante del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone. La qualità del segno di Hokusai infatti, essenziale e audace insieme, è capace di costruire lo spazio con pochi tratti e chiarire la forma nel colore. Tutto questo spiega perché la sua arte abbia oltrepassato i confini del suo tempo e del suo paese e abbia contribuito, nell’Europa di fine Ottocento, alla nascita del Giapponismo, aprendo un dialogo tra Oriente e Occidente destinato a segnare la modernità europea.
Un ricco catalogo edito da Moebius, è corollario alla mostra, con i testi di Iole Siena, Presidente di Arthemisia, Federico Mollicone, Presidente della 7ª Commissione Cultura della Camera dei deputati, Ryszard Schnepf, Ambasciatore della Repubblica di Polonia in Italia, Ono Hikariko, Ambasciatrice del Giappone in Italia, Alessandra Taccone, Presidente Terzo Pilastro – Internazionale, Andrzej Szczerski, Direttore del Museo Nazionale di Cracovia.
SEDE – Palazzo Bonaparte – Piazza Venezia, 5 (angolo Via del Corso) Roma.
ORARIO – dal lunedì al giovedì 9.00 – 19.30 venerdì, sabato e domenica 9.00 – 21.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Aperture straordinarie – Domenica 5 aprile 9.00 – 21.00 – Lunedì 6 aprile 9.00 – 21.00 – Sabato 25 aprile 9.00 – 21.00 – Venerdì 1° maggio 9.00 – 21.00 – Lunedì 1° giugno 9.00 – 21.00 – Martedì 2 giugno 13.00 – 21.00 – Dal 27 al 29 giugno 9.00 – 23.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Articolo e foto di Valter Sambucini
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