a Pisa, il Genoa deve reinventarsi per blindare la salvezza – Lavocedigenova.it
Trentasei anni dopo, trentasei quanti sono i punti che oggi accompagnano i rossoblù alla vigilia della sfida, dividono Pisa e Genoa dall’ultimo incrocio all’Arena Garibaldi nella massima serie. Una partita che sa di amicizia storica ma che stavolta ha un peso ben oltre quello del semplice fascino storico.
Nel posticipo dell’ora dell’aperitivo (ore 18, arbitro Crezzini) c’è un Grifone ormai vicino a quella “quota 40” che, nel lessico del campionato italiano, coincide quasi sempre con la salvezza e con la chance di andarci vicinissimo. È lì che vuole arrivare la squadra di Daniele De Rossi, consapevole che una vittoria in Toscana rappresenterebbe molto più di un passo avanti: sarebbe, di fatto, una porta spalancata verso la permanenza in Serie A.
Il contesto sarà quello delle grandi occasioni, con lo stadio a due passi dall’iconica Torre e dalla Piazza dei Miracoli pronto al tutto esaurito o quasi, una cornice che mescola entusiasmo e tensione.
Perché dall’altra parte c’è una squadra come quella nerazzurra che sa di avere, concessa quasi solo dalla matematica, l’ultima opportunità di rilanciarsi e tentare il miracolo. I biglietti ospiti sono stati polverizzati in poche ore, ma anche il popolo nerazzurro, con una classifica che non concede troppi margini di errore e anzi concede ai toscani probabilmente l’ultima occasione per restare aggrappati alla speranza del miracolo, risponderà con una presenza massiccia.
Così il tecnico rossoblù, alla vigilia, ha insistito su un concetto chiave: guai pensare a una partita già scritta. Il Pisa dell’ex Oscar Hiljemark, centrocampista che alla vigilia ha ricordato con estremo piacere il suo periodo all’ombra della Lanterna, è una squadra viva, nonostante il ruolino di marcia abbia visto col tecnico svedese solo una vittoria e un pareggio in nove sfide. Non è un caso che De Rossi immagini una gara molto diversa da quella col Sassuolo, più simile per caratteristiche a quella contro il Verona: meno spazi, meno ritmo iniziale, ma un equilibrio da non rompere con leggerezza. Il dato sul possesso palla dei nerazzurri è emblematico: una delle squadre che lo gestisce meno, e proprio per questo pronta a lasciare l’iniziativa agli avversari per poi colpire in transizione.
E qui entra in gioco la maturità del Genoa. Gestire il pallone per provare a comandare il gioco evitando di esporsi alle ripartenze. In questo contesto arrivano però le difficoltà dalla situazione dell’organico. De Rossi deve fare i conti con un’emergenza piena a centrocampo, col ritorno di Onana e tre Primavera aggregati: fuori per squalifica Malinovskyi, Frendrup ed Ellertsson, ai quali si aggiungono gli indisponibili Norton-Cuffy e Cornet. L’undici iniziale sarà, giocoforza, ridisegnato proprio nei palleggiatori: toccherà quindi a Masini e Amorim prendersi responsabilità importanti in mezzo al campo, con Baldanzi destinato a occupare la trequarti, ruolo in cui può dare qualità e imprevedibilità.
Sugli esterni, spazio a Sabelli e Martin, chiamati a garantire equilibrio tra fase difensiva e spinta, mentre dietro non si tocca la linea a tre davanti a Bijlow, con Marcandalli, Ostigard e Vasquez ormai certezze consolidate del sistema difensivo. È una base solida da cui partire, soprattutto in una gara dove concedere poco può fare la differenza. Davanti, invece, si concentrano i principali dubbi e le possibili chiavi della partita. Il sistema dovrebbe restare il 3-4-2-1, con il ballottaggio tra Colombo, Ekhator e Vitinha per il ruolo di riferimento offensivo, col portoghese pronto a muoversi anche tra le linee e a rappresentare una soluzione ibrida.
Dall’altra parte, il Pisa si affida a una struttura ormai definita ma non priva di interrogativi. Semper confermato in porta davanti alla solida e fisica difesa a tre, mentre a centrocampo Hojholt sembra favorito su Loyola come Leris nei confronti di Touré sull’esterno destro. Sulla trequarti, nel modulo speculare, la qualità di Tramoni e Moreo proverà a innescare Durosinmi, in vantaggio sugli altri centravanti per una maglia da titolare.
Per il Pisa è un’ultima chiamata, per il Genoa è l’occasione per mettere il sigillo su una stagione costruita passo dopo passo. Anche per questo, sugli spalti sarà presente il presidente Dan Sucu, pronto a seguire da vicino una sfida che può indirizzare il finale di campionato. La “quota 40” è lì, a portata di mano, ma per trasformarla in realtà servirà una prestazione completa: la salvezza non si aspetta, si va a prendere. E Pisa può essere il luogo giusto per farlo.
PROBABILI FORMAZIONI
Pisa (3-4-2-1): Semper; Calabresi, Caracciolo, Canestrelli; Leris, Aebischer, Loyola, Angori; Moreo, Tramoni; Durosinmi.
Allenatore: O. Hiljemark
Genoa (3-4-2-1): Bjilow; Marcandalli, Østigård, Vasquez; Sabelli, Amorim, Masini, Martin; Baldanzi, Vitinha; Ekhator.
Allenatore: D. De Rossi
Sei un tifoso? Ti occupi di un club di tifosi? Sei un appassionato di calcio?
Contattaci: daremo spazio ai tuoi pareri, umori e commenti sul Genoa. Scrivi a redazione@lavocedigenova.it




