Boom di casi di Tso e aumento delle violenze su sanitari e Municipale. Scatta ordinanza

Se ne parla poco, pur coinvolgendo sempre più pazienti e il personale di due enti importanti sul territorio: il Comune e l’Ospedale. Si discute poco della difficile gestione sanitaria e del trasporto dei pazienti che hanno bisogno di un invasivo TSO per arginare la loro pericolosità (sia per se stessi che per gli altri), situazione che spesso sfocia in violenza fisica a danno degli operatori sanitari e anche di coloro che devono gestire l’iter della presa in carico di un paziente dopo il via libera del sindaco o di chi ne fa le veci. Ma dal 2022 ad oggi qualcosa si è decisamente incrinato, forse complice l’epidemia di Covid, e per diversi motivi a Perugia c’è stato un boom di richieste di TSO che l’ha portata nella zona rossa della speciale classifica redatta dalla Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica.
Ora però la situazione si sta complicando a causa delle violenze a danno degli operatori sanitari e della gestione dell’iter – previsto dalla Regione – da parte della Polizia Municipale. Un rapporto di collaborazione ora è al centro di un’interrogazione su procedure operative e sicurezza degli operatori firmata dal consigliere di Fratelli d’Italia Nicola Volpi.
L’atto nasce a seguito di segnalazioni pervenute da operatori sanitari, che evidenziano alcune criticità operative nella gestione delle procedure, in particolare nella fase di trasporto, dove risulterebbero difformità applicative rispetto alle disposizioni regionali vigenti. “Il tema – ha spiegato Volpi – non riguarda singoli operatori, ma l’esigenza di garantire procedure chiare, uniformi e coerenti con il quadro normativo. Parliamo di interventi complessi, che coinvolgono personale sanitario e Polizia Locale, e che richiedono un coordinamento preciso e condizioni di sicurezza adeguate per tutti”.
Nell’interrogazione si richiama il quadro normativo nazionale e regionale, evidenziando come le linee di indirizzo della Regione Umbria prevedano, nei casi richiesti dai sanitari, la presenza della Polizia Locale anche nella fase di trasporto del paziente, al fine di garantire la corretta esecuzione dell’ordinanza e la tutela dell’incolumità di operatori e cittadini. “È fondamentale – ha continuato Volpi – che non vi siano interpretazioni difformi nell’applicazione delle procedure. Proprio per questo abbiamo chiesto all’Amministrazione se le linee regionali siano state recepite e tradotte in indicazioni operative chiare, e quali iniziative si intendano adottare per garantire uniformità e sicurezza.”
L’atto pone inoltre l’attenzione sul tema, sempre più rilevante, delle aggressioni ai danni del personale sanitario, evidenziando come anche a livello regionale il fenomeno sia in crescita e richieda risposte concrete sul piano organizzativo e della prevenzione. “L’obiettivo – ha concluso Volpi – è contribuire a migliorare il funzionamento delle procedure, tutelando tutti gli operatori coinvolti, compresa la Polizia Locale, che svolge un ruolo delicato e importante. Serve chiarezza, coordinamento e un indirizzo forte da parte dell’Amministrazione.”
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