ai domiciliari il cosentino Ferdinando Gentile
Avrebbe avuto un ruolo nell’organizzazione della logistica durante la manifestazione nazionale di Torino a sostegno del centro sociale sgomberato Askatasuna. Disposti gli arresti domiciliari per l’attivista cosentino e sindacalista Usb, Ferdinando Gentile
Arresti domiciliari per l’attivista cosentino e sindacalista dell’Usb, Ferdinando Gentile. Avrebbe avuto un ruolo nell’organizzazione della logistica in occasione della manifestazione nazionale del 31 gennaio scorso a Torino contro lo sgombero di Asktasuna. Complessivamente sono 16 le persone raggiunte da misure cautelari di diversa natura nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Torino sugli scontri durante il corteo
Ferdinando Gentile ha «speso la vita perché in Calabria restare non significhi miseria e partire non sia l’unica scelta possibile», si legge in una nota di Usb Calabria. .
«Da oltre vent’anni Ferdinando sta dalla parte degli ultimi, a partire da chi non ha una casa. È accanto alle famiglie sfrattate, a chi aspetta da anni un alloggio popolare che non arriva, ai profughi lasciati per strada quando chiusero i centri di accoglienza. Lo ha fatto mentre le istituzioni lasciavano marcire o mettevano in vendita il patrimonio pubblico». Sono parole che si leggono nel comunicato dell’Unione sindacale di base.
Usb: «Ferdinando si è battuto contro i potentati della sanità privata»
Usb ricorda la parola d’ordine dell’attivista cosentino: «Contrattualizzazione per tutti, nessuno escluso». Una formula che testimonia come Ferdinando Gentile ha sempre inteso la sua attività sindacale. Si è battuto anche «contro i potentati – sottolinea l’Usb regionale – della sanità privata calabrese. È stato al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori delle cliniche e ha difeso una sanità pubblica, gratuita e accessibile a tutte e tutti. Per questo ha subito campagne di fango e tentativi di delegittimazione, che non lo hanno mai fatto arretrare».
La solidarietà di Manna e di Potere al Popolo
Anche l’ex sindaco di Rende, Marcello Manna, ha espresso solidarietà al sindacalista cosentino: «È una persona che ha fatto dell’impegno per la giustizia sociale una scelta concreta, esercitata quotidianamente nei luoghi e nelle comunità in cui vive. La sua storia personale e politica merita rispetto e non può essere riscritta attraverso una rappresentazione che sovrapponga l’attivismo sociale alla responsabilità penale».
«Solidarietà incondizionata » a Ferdinande Gentile espressa anche da Potere al Popolo che in una nota stampa fa sapere: «In quei giorni una folla solidale di 50.000 manifestanti difendeva il centro sociale Askatasuna dal tentativo di sgombero voluto dal governo Meloni, quale parte di un più ampio progetto di repressione del dissenso e delle lotte sociali nel nostro Paese, nel contesto di un malcontento popolare crescente. Quella di Torino fu in qualche modo una tappa del ciclo di opposizione dal basso che, iniziato con le mobilitazioni per la Palestina e proseguito con l’ondata di scioperi del Blocchiamo tutto, continua ancora oggi, come mostra il partecipato sciopero generale dello scorso sabato».
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