“Regione e Asl non rispettano gli impegni sottoscritti”

“Cittadini e sindaci che giustamente chiedono risposte, hanno il diritto di conoscere le vere cause della crisi che sta svuotando le strutture sanitarie periferiche della Asl 02 Lanciano-Vasto-Chieti. E quelle cause non vanno cercate tra gli specialisti ambulatoriali”. Esordisce così la dottoressa Maria Carmela Strusi, segretaria regionale del Sumai Assoporf Abruzzo, nell’intervento inviato alla redazione di ChietiToday che, nei giorni scorsi, ha pubblicato l’appello dei sindaci del Sangro-Aventino ad avere risposte concrete da Asl e Regione sulla specialistica ambulatoriale.
“Gli specialisti ambulatoriali svolgono un lavoro di medicina e di sanità di prossimità – riprende la dottoressa Strusi, segretaria del sindacato maggiormente rappresentativo, a livello nazionale, regionale e locale, degli specialisti ambulatoriali del territorio (tra gli iscritti annovera anche veterinari, psicologi, biologi e chimici) – Si occupano soprattutto di malattie croniche e, quando la loro attività è organizzata mettendo al centro la continuità della cura anziché la singola prestazione, riducono in modo significativo gli accessi impropri ai Pronto soccorso e contribuiscono a governare le liste d’attesa. Per anni questi professionisti hanno garantito la loro piena disponibilità: hanno coperto turni rimasti scoperti, si sono spostati tra sedi distanti, hanno tenuto aperti ambulatori in territori difficili, hanno concordato con la Asl di Lanciano-Vasto-Chieti finanche prestazioni in sovrannumero rispetto a quelle contrattualmente previste sulla base dell’orario di incarico per l’abbattimento delle liste d’attesa, senza variare la qualità delle prestazioni professionali e senza alcun riconoscimento men che meno economico da parte della Asl02. Lo hanno fatto per senso di responsabilità verso i cittadini. Se oggi questa disponibilità è messa a dura prova – evidenzia Strusi – non è per scelta dei medici e dei professionisti, ma perché la Regione Abruzzo e l’Asl02 non hanno rispettato gli impegni sottoscritti”.
I fatti, secondo il sindacato, parlano chiaro. “L’accordo integrativo regionale che regola l’attività specialistica sulla base dei bisogni e della progettualità territoriali è fermo dal 2007 – spiega la segretaria regionale – Le trattative per il rinnovo vanno avanti dal 2017 e le proposte operative aggiornate presentate dal Sumai giacciono senza risposta. Questa inerzia sta paralizzando l’integrazione degli specialisti ambulatoriali convenzionati interni nelle nuove Case di comunità e negli ospedali di comunità, facendo di fatto fallire la riforma della medicina del territorio prevista dal Dm 77 e finanziata con le risorse del Pnrr. E tralasciamo qui il ritardo notevole nel riconoscimento degli emolumenti previsti dagli accordi collettivi nazionali. C’è poi la questione delle zone disagiate. Nel 2019 la Regione Abruzzo ha sospeso gli incentivi orari destinati a chi accettava di coprire i turni nei distretti più disagiati: proprio quelli di cui parla l’articolo e per i quali i sindaci oggi chiedono interventi. Inoltre, nelle sedi disagiate vengono spesso offerti incarichi di poche ore, che impongono lunghi spostamenti che rendono quell’incarico non conveniente. Negli ultimi anni molti medici e professionisti sono andati in pensione e i colleghi più giovani, senza incentivi e con condizioni logistiche penalizzanti, se assumono l’incarico lo fanno per poi chiedere il trasferimento verso sedi meno periferiche non appena ne hanno l’opportunità. Ecco perché i presidi di Casoli, Lama dei Peligni, Torricella Peligna, Villa Santa Maria, Castiglione Messer Marino e Gissi, ma anche sedi meno periferiche, si stanno progressivamente svuotando”.
Se una riduzione dei servizi ambulatoriali pubblici nella fascia costiera della regione, che vede comunque una popolazione più giovane e maggiori servizi per la mobilità, può essere supportata dalle numerose strutture private convenzionate e dal privato puro presenti, nelle aree interne sono solo gli ambulatori del Ssn che prendono in cura cittadini prevalentemente anziani, spesso fragili, con malattie croniche e soli che hanno difficoltà a spostarsi per essere curati. Il Sumai Assoprof Abruzzo, in nome dei colleghi rappresentati, ribadisce “la propria disponibilità a continuare a sostenere il territorio ed i bisogni di salute dei pazienti ma in un quadro di collaborazione leale, qualificata e fattiva con l’azienda di Lanciano-Vasto-Chieti, la Regione Abruzzo e con i sindaci che mostrano di aver inteso le potenzialità, l’efficacia e l’insostituibilità della medicina specialistica ambulatoriale nel garantire l’assistenza sanitaria ai propri cittadini”.
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