Società

Il mio gatto va in paradiso? Come parlare ai bambini della morte di un animale

Quello che vale per ogni risposta

Si dice la parola «morta», senza giri: il corpo di Briciola si è fermato, non respira più e non sente dolore. Se il veterinario l’ha aiutata a morire, si può spiegarlo così, con parole semplici: era molto malata, non poteva guarire, e il veterinario le ha dato una medicina che l’ha fatta morire senza soffrire. Aiuta un piccolo gesto di saluto fatto insieme, come seppellirla in giardino o piantare un fiore. E conviene aspettare prima di portare a casa un altro animale: un compagno non si sostituisce come un giocattolo rotto.

Su questa base ogni famiglia aggiunge quello che crede, separando il fatto dalla speranza: «Briciola è morta», poi «noi crediamo che…».

Le risposte

Cristiana

La Chiesa cattolica non ha una dottrina definita sul destino degli animali dopo la morte. Il Catechismo li presenta come creature di Dio da rispettare e trattare con bontà (nn. 2415-2418). La teologia tradizionale ha insegnato che l’anima degli animali, cioè il principio che li fa vivere, non sopravvive al corpo; Benedetto XVI, nel 2008, ha detto che per le creature non chiamate all’eternità la morte è la fine dell’esistenza sulla terra. Altri cristiani sperano in una salvezza che comprenda tutto il creato, come scrive Paolo nella Lettera ai Romani (8,21). A Paolo VI si attribuisce una frase detta per consolare un bambino a cui era morto il cane: un giorno rivedremo i nostri animali nell’eternità di Cristo. È un ricordo affettuoso, che la Chiesa non ha mai trasformato in insegnamento; nel 2014 alcuni giornali la attribuirono per errore a papa Francesco.

Una frase possibile«Briciola è morta, e non soffre più. Dio l’ha creata e le voleva bene. Che cosa succede agli animali dopo, nessuno lo sa con sicurezza: noi possiamo affidarla a Lui.»

Ebraica

La Bibbia ebraica contiene uno dei testi più franchi sull’argomento. Qoèlet osserva che uomini e animali hanno lo stesso soffio vitale e la stessa sorte, e si chiede: «Chi sa se il soffio vitale dell’uomo sale in alto», mentre quello della bestia scende nella terra (3,19-21, traduzione CEI 2008)? La domanda resta aperta. Sulla vita presente, invece, la tradizione è chiara: la legge ebraica vieta di far soffrire inutilmente gli animali (tza’ar ba’alei chayim).

Una frase possibile«Briciola è morta. Nella Bibbia c’è un saggio che si chiede che cosa succeda agli animali dopo, e dice che nessuno lo sa. Noi sappiamo che l’abbiamo curata e le abbiamo voluto bene fino all’ultimo giorno.»

Islamica

Il Corano dice che ogni animale che cammina sulla terra e ogni uccello che vola formano comunità come quelle umane, e che tutti saranno radunati presso il loro Signore (6,38). Un detto del Profeta riportato nella raccolta di Muslim (n. 2582) racconta che nel Giorno del giudizio sarà fatta giustizia perfino tra gli animali: la pecora senza corna avrà soddisfazione da quella che l’ha colpita. Che cosa avvenga agli animali dopo quel giorno è una questione su cui teologi e commentatori musulmani non sono d’accordo.

Una frase possibile«Briciola è morta. Dio conosce ogni animale, uno per uno, e non si dimentica di nessuno. Noi l’abbiamo trattata bene, e questo a Dio piace.»

Induista e buddhista

Per l’induismo e per il buddhismo gli animali fanno parte dello stesso ciclo di nascite e morti degli esseri umani, il saṃsāra. Un essere può rinascere uomo o animale secondo le sue azioni, il karma. In questa visione la domanda giusta diventa: dove rinascerà?

Una frase possibile«Briciola ha lasciato il suo corpo di gatta. Noi crediamo che rinascerà, forse in un’altra forma. Possiamo augurarle una bella vita nuova.»

Laica

Per chi non crede in una vita dopo la morte, la vita di Briciola è finita. Il suo corpo torna alla terra; restano i ricordi e le abitudini che ha lasciato in casa. Molti adulti non credenti usano comunque, con i bambini, l’immagine del Ponte dell’arcobaleno: un prato oltre un ponte colorato dove gli animali aspettano i loro padroni. Spesso la si presenta come un’antica leggenda dei nativi americani. In realtà è un breve testo scritto nel 1959 da una ragazza scozzese, Edna Clyne-Rekhy, dopo la morte del suo cane; l’autrice è stata identificata solo nel 2023. Raccontarla come una storia, dicendo che è una storia, è una scelta diversa dal presentarla come un fatto.

Una frase possibile«Briciola è morta: il suo corpo si è fermato e non sente più niente. Non è andata in un altro posto. Però è ancora con noi in un modo: tu sai benissimo dove le piaceva farsi grattare.»

Chi non lo sa

Una frase possibile«Non lo so. Nessuno è mai tornato a raccontarlo, né per le persone né per gli animali. So che Briciola ha avuto una vita lunga, e che tu sei stato il suo amico.»


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »