Lazio

zero tagli grazie ai parametri, ma pesa la stangata del Consiglio di Stato

Un dimensionamento a saldo zero di autonomie, ma non privo di nodi contabili, retaggi giudiziari e sbandierate riforme di indirizzo. La Giunta regionale del Lazio ha formalizzato il piano di riorganizzazione della rete scolastica per l’anno 2027/28, rivendicando l’assenza di sforbiciate sui dirigenti in virtu’ dell’applicazione dei parametri previsti dal decreto interministeriale n. 118 del giugno 2026.

Dietro la tregua sui tagli s’intrecciano le mosse dell’amministrazione e i paletti posti dalla giustizia amministrativa. Il documento regionale prende infatti atto della sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la delibera del 2024 nella parte in cui imponeva l’accorpamento d’ufficio dell’Istituto Comprensivo “Malfatti” di Contigliano all’istituto di Montasola, costringendo la Regione a rinviare a un provvedimento integrativo la riorganizzazione del primo ciclo nel Reatino.

Made in Italy e riassetti provinciali: Sul piano delle novità didattiche, la delibera accoglie l’attivazione del controverso Liceo del Made in Italy all’Arangio Ruiz di Roma e al Tognazzi di Velletri, portando al contempo un presidio dell’istruzione per adulti (Cpia 2) tra i lotti di via dell’Archeologia a Tor Bella Monaca.

Nelle altre province l’assestamento registra lo scorporo dei plessi del Mattei a Latina in favore del Galilei-Sani, l’attivazione delle Biotecnologie a Formia e Viterbo e l’apertura del corso tessile per adulti all’Ipseoa di Gaeta.

Resta invece congelato all’anno prossimo il corso di Chimica all’I.I.S. Da Vinci di Sora. Per l’assessore Alessandro Calvi si tratta di un esito che «premia il lavoro svolto nonostante le polemiche», ma la palla passa ora all’Ufficio scolastico regionale per la concreta definizione dei posti organici dei docenti e del personale Ata.

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