Scorpion Milk – Flesh Masks For Skulls
È possibile unire il post-punk più oscuro e graffiante a un metal apocalittico, pesante come un macigno e con non pochi richiami agli estremi del doom e del black? A quanto pare sì, se ti chiami Mat McNerney.

Il cantante britannico è l’unico titolare degli Scorpion Milk, progetto che a un anno esatto dall’esordio “Slime Of The Times” torna con l’EP “Flesh Masks For Skulls”: sei tracce di pura cattiveria post-punk, traboccanti di chitarre affilate come rasoi e di atmosfere inquietanti ma mai lugubri, come il frutto di una lussuriosa nottata horror all’insegna della perdizione.
Le etichette con cui il progetto viene presentato, apocalyptic post-punk o anarcho-punk, sono più che calzanti: questa è musica da spararsi a una festa goth organizzata alla fine del mondo.
Oscuri ma eccitanti, i brani si nutrono degli esempi di Sisters Of Mercy e Killing Joke ma godono di una loro personalità ben definita, anche quando le influenze emergono in modo lampante. Penso all’ombra degli Interpol che si staglia lunga sulle note dell’accattivante “Guilty By Default”.
Un EP breve ma decisamente interessante, che si fa notare anche per il remix synth-pop di “All Snakes No Ladders”, firmato nientepopodimeno che dagli Ulver, e per le cover di “What We All Want” dei Gang Of Four e di “Gut Feeling” dei Devo.
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