Basilicata

Chi è Lucisano, l’altro politico ai domiciliari

L’altro politico finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’Operazione Ginestra è Pietro Lucisano. La sua carriera nel centrodestra


Nel panorama politico e amministrativo della Sibaritide, la figura di Pietro Lucisano rappresenta un profilo di lungo corso, la cui traiettoria si è mossa per oltre quindici anni tra le istituzioni locali, la Provincia e i livelli di raccordo regionale. Oggi quel percorso si scontra con il passaggio giudiziario più complesso della sua storia personale, segnato dall’inchiesta “Ginestra” della Dda di Catanzaro.
Classe 1976, Lucisano ha strutturato la sua esperienza politica partendo dal radicamento territoriale nell’allora Comune di Rossano.

Da consigliere comunale a capostruttura in consiglio regionale

Eletto per la prima volta in Consiglio comunale nel 2011, ha ricoperto il ruolo di capogruppo di maggioranza e la delega allo Sport. Un impegno civico rinnovato nel 2016 con la riconferma nell’assise rossanese – suggellata da 501 preferenze – e l’assegnazione della delega alla Polizia Municipale. Parallelamente all’attività consiliare, il suo raggio d’azione si è esteso agli enti sovracomunali. Nel 2014 è stato eletto consigliere provinciale a Cosenza, assumendo l’anno successivo l’incarico di assessore con deleghe ai Lavori Pubblici, all’Impiantistica Sportiva e all’Edilizia Scolastica. Negli stessi anni, il suo profilo ha trovato spazio nei gangli tecnico-amministrativi regionali e provinciali, con incarichi di vertice e di supporto: dal ruolo di capostruttura del presidente della commissione di vigilanza presso il Consiglio Regionale della Calabria (ricoperto a più riprese dal 2014 al 2020) fino all’incarico di personale di segreteria e amministrativo all’interno dello stesso palazzo legislativo regionale.

Il ruolo in Fratelli d’Italia

Sul fronte politico e partitico, il curriculum di Lucisano evidenzia la candidatura alla Camera dei Deputati nel 2020 nel collegio proporzionale della Calabria Nord e, successivamente, la nomina a responsabile provinciale del Dipartimento dell’Agricoltura per Fratelli d’Italia.
Una fitta rete di incarichi e relazioni che fotografa un profilo istituzionale fortemente inserito nelle dinamiche di potere della regione. Questo lungo cursus honorum si è tuttavia intersecato con le maglie dell’operazione antimafia “Ginestra”.

Nell’ambito del blitz coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia, Lucisano è stato raggiunto da una misura cautelare (arresti domiciliari) in relazione a ipotesi di reato che tirano in ballo presunti scambi e condizionamenti di natura elettorale, per le amministrative del 2024. Competizione che lo porta alla elezione nei banchi dell’opposizione, nel gruppo consiliare di Forza Italia.

Gli incontri con Mingrone

Nelle carte si documentano incontri e contatti con Antonio Mingrone, il primo il 6 maggio 2024 in un bar di Rossano. Subito dopo l’incontro, Antonio Mingrone racconta ad Annibale Matalone di aver avanzato una richiesta precisa a Pietro Lucisano. Nelle intercettazioni Mingrone spiega di aver chiesto: «Fammi fare almeno due [mesi] al mare quest’estate… all’Ecoross» (prospettando un’assunzione, anche temporanea, nella società che gestisce la raccolta dei rifiuti). Il 16 settembre i due si incontrano nuovamente. Lucisano si informa su eventuali carichi pendenti e condanne del giovane, ricevendo rassicurazioni, e si impegna a verificare le opportunità disponibili e a seguire la domanda di assunzione.

«Ci conto compà!»

In un altro dialogo intercettato Lucisano aggiunge: «Ci conto compà!», e Mingrone risponde: «Tu puoi andare tranquillo, io ti dico sezione e tutto…» Il 10 giugno, durante lo spoglio delle elezioni, Mingrone risulta impiegato come rappresentante di lista e viene inserito in un gruppo WhatsApp creato appositamente da Lucisano per raccogliere i risultati delle sezioni. In un’altra conversazione, Mingrone rivendica apertamente il contributo elettorale offerto: «Tutta Rossano sopra l’ho fatta votare Lucisano».


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