Riorganizzazione delle Poste. L’allarme di Dessena: «Basta con lo svuotamento dei presìdi nel Nuorese»
NUORO – L’accorpamento amministrativo delle filiali di Poste Italiane tra Nuoro e Oristano riapre il dibattito sul rischio di un progressivo svuotamento dei servizi essenziali nelle aree interne della Sardegna. A richiamare l’attenzione sull’impatto sociale ed economico della riorganizzazione è il consigliere regionale Giuseppe Marco Dessena, a margine della seduta monotematica del Consiglio comunale nuorese promossa insieme al comitato “Santu Predu”.

Giuseppe Dessena (foto M.Brotzu)
Le rassicurazioni dell’azienda sulla continuità degli sportelli al pubblico e sull’assenza di chiusure non bastano a rassicurare il territorio. Il nodo centrale riguarda la tenuta dell’autonomia decisionale, il supporto operativo ai piccoli centri e la tutela dei livelli occupazionali e professionali attualmente presenti a Nuoro. Un quadro reso ancora più complesso dall’assenza dei vertici di Poste Italiane all’assemblea cittadina, elemento di forte rammarico per un’azienda a prevalente partecipazione pubblica e gestore del servizio postale universale.
Secondo Dessena, la vicenda si inserisce in un perimetro di ridimensionamento che sta già colpendo le zone interne attraverso i tagli al dimensionamento scolastico e le storiche carenze infrastrutturali. La tendenza a concentrare funzioni e competenze nei poli maggiori rischia di vanificare gli sforzi della Regione Sardegna nel contrasto allo spopolamento e al depauperamento economico del territorio.
Dalla seduta del Consiglio comunale è emersa la volontà di costruire una risposta istituzionale unitaria, sancita dall’approvazione all’unanimità di una risoluzione condivisa. L’intento è fare rete con gli altri enti locali coinvolti per portare la vertenza sui banchi del Consiglio regionale, sollecitando un confronto leale e trasparente con il Governo e le strutture direzionali di Poste Italiane.
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