Seacily, la Sicilia terza in Italia per imprese blu: oltre 1.700 nei primi tre mesi del 2026
La Sicilia si colloca tra le regioni italiane con la maggiore incidenza dell’economia del mare: le imprese blu rappresentano il 6,8% del totale regionale, ponendo l’isola al terzo posto a livello nazionale, dopo Liguria e Sardegna. Nel Mezzogiorno e nelle Isole prevalgono i comparti dell’alloggio e della ristorazione, delle attività sportive e ricreative e della filiera ittica. Tra le province italiane con il maggior numero di imprese della Blue Economy figurano Palermo, con 7.666 imprese, e Catania, con 5.511. Palermo è la prima provincia siciliana e si colloca al sesto posto nella graduatoria nazionale. I dati del report sul turismo nautico in Sicilia di Assonautica Palermo, in collaborazione con l’Osservatorio sul turismo delle isole europee (Otie), sono stati presentati, in mattinata, nel corso della nona edizione del Seacily, il Salone nautico che si svolgerà fino a domenica prossima a Castellammare del Golfo. Un appuntamento che vede come media partner il Giornale di Sicilia, con Tgs, Rgs e il sito gds.it
Il report – curato da Martina Nuccio e coordinato dal professore Giovanni Ruggieri, docente Unipa di Economia del turismo e presidente dell’Otie – analizza la nautica e il turismo nautico siciliano nel più ampio contesto dell’economia del mare italiana, considerando imprese, occupazione, infrastrutture, portualità, patenti nautiche e il settore dei charter. Le imprese blu guidate da giovani under 35 sono 20.914, pari all’8,2% del totale nazionale. Le imprese a conduzione femminile sono 56.811, pari al 22,4%, mentre quelle a conduzione straniera ammontano a 19.982, pari al 7,9%.
Tra i presenti, alla giornata Seacily nel porto di Castellammare del Golfo, Andrea Ciulla, presidente Assonautica Palermo, Ignazio Artese, presidente Rete nautica del Mediterraneo, il sindaco Giuseppe Fausto, Raoul Russo, senatore e componente dell’intergruppo parlamentare sull’economia del mare, Toti Piscopo, presidente Travelexpo, Masino Lombardo, presidente Sicilia CoopCulture, Vincenzo Sole, presidente Assoturismo Confesercenti, Simone Panfiglio, distretto NavTec, Renato Marconi, presidente Marinedì.
La filiera nautica siciliana
La filiera nautica siciliana ha registrato 1.779 imprese nel 2022, scese a 1.713 nel 2024 e a 1.671 nel 2025. Nel primo trimestre del 2026 il numero risale a 1.712 imprese, confermando una sostanziale stabilità della struttura imprenditoriale regionale.
Le province di Palermo e Messina, seguite da Catania, rappresentano i principali poli della filiera e concentrano circa la metà delle imprese nautiche siciliane. Nel primo trimestre 2026 la distribuzione è: 499 imprese nella manutenzione, riparazione e refit; 450 imprese nella manifattura e subfornitura; 363 imprese nel turismo nautico; 213 imprese nella produzione cantieristica; 187 imprese nel commercio. Nel periodo 2022-2025, il comparto della manutenzione, riparazione e refit è l’unico a mostrare una crescita costante, passando da 449 a 512 imprese, secondo la serie storica riportata nel rapporto. Gli altri comparti mostrano invece dinamiche più discontinue o una contrazione del numero di imprese.
“La struttura imprenditoriale della filiera – spiega il professore Ruggieri – appare caratterizzata da una forte presenza di microimprese. Al nord abbiamo la maggiore produzione, nel Sud e in Sicilia la nautica è più legata al turismo, registriamo, tra l’altro, un incremento di patenti nautiche, un fatto positivo che significa nuove persone che vanno per mare. Nel 2025 oltre il 76% delle imprese – aggiunge Ruggieri – registra un valore della produzione pari o inferiore a centomila euro. Tra il 2024 e il 2025 il numero complessivo delle imprese è diminuito di 42 unità, passando da 1.713 a 1.671. Nella fascia con valore della produzione fino a centomila euro, tuttavia, si registra una sostanziale tenuta, con un incremento di 3 imprese, da 1.276 a 1.279”.
Occupazione nella filiera nautica nell’Isola
Nel 2025 la filiera nautica siciliana conta 6.239 addetti, dopo aver raggiunto la quota di 6.341 nel 2024. La distribuzione in particolare è: 2.224 addetti nella manutenzione, riparazione e refit; 1.708 addetti nella manifattura e subfornitura; 982 addetti nella produzione cantieristica; 970 addetti nel turismo nautico. Il comparto della manutenzione, riparazione e refit rappresenta il 35,6% dell’occupazione complessiva della filiera e si conferma il principale motore occupazionale. A livello provinciale, Palermo è al primo posto con 1.786 addetti, seguita da Messina con 1.437 e Catania con 771. Siracusa raggiunge 695 addetti, Ragusa 486, Trapani 469, Caltanissetta 300 e Agrigento 273.
Il turismo nautico in Sicilia
Il turismo nautico comprende principalmente il charter, il noleggio e il rimessaggio. Palermo mantiene la leadership regionale per numero di imprese, anche se il report evidenzia una lieve riduzione nel tempo, passando da 104 a 102 imprese nella serie storica disponibile. Nel 2025 il comparto raggiunge 970 addetti, tornando a livelli vicini a quelli del 2022 dopo la contrazione registrata nel biennio precedente. A livello provinciale: Palermo si conferma al primo posto con circa 250 addetti; Catania raggiunge 187 addetti; Siracusa sale a 135 addetti; Ragusa scende a 89 addetti; Caltanissetta passa da 17 a 32 addetti rispetto al 2022. Il turismo nautico si presenta quindi come un comparto numericamente frammentato, ma vitale e in fase di ripresa.
Posti barca e servizi in Sicilia
Nel 2025 la Sicilia raggiunge il record di 17.914 posti barca. Nel periodo 2022-2025: i posti nei porti turistici passano da 4.585 a 3.847, pur registrando una ripresa di 798 posti nell’ultimo anno; gli approdi turistici raggiungono 5.670 posti barca; i punti di ormeggio aumentano di oltre 1.300, confermando la diffusione di soluzioni più flessibili. Nel 2025 migliorano anche le dotazioni dei servizi, in particolare: attracco; acqua; energia elettrica; vigilanza; informazioni turistiche; parcheggi. I servizi igienici si mantengono su livelli elevati e stabili. Il miglioramento qualitativo delle strutture indica una maggiore attenzione all’esperienza complessiva del diportista.
Patenti nautiche in Sicilia
Nel periodo analizzato aumentano le patenti nautiche rilasciate per la prima volta, con 393 patenti in più rispetto al 2023. Si registra, tuttavia, una diminuzione dei rinnovi e delle sostituzioni, con conseguente riduzione del numero complessivo di operazioni.
Il charter nautico
L’indagine pilota condotta da OTIE sui principali operatori siciliani evidenzia flotte comprese: tra 3 e 7 imbarcazioni per le realtà più piccole; tra 18 e 20 imbarcazioni per le società più strutturate. Il numero di posti barca gestiti dagli operatori varia da 34 a 210. Il 75% degli operatori intervistati svolge prevalentemente attività di bareboat, mentre il 25% si occupa soprattutto di noleggio con skipper ed equipaggio. La clientela internazionale rappresenta la componente principale della domanda, con un’incidenza generalmente compresa tra il 61% e l’80%. La clientela italiana si colloca invece prevalentemente nella fascia compresa tra il 21% e il 40%.
Il mercato presenta una forte stagionalità: i volumi maggiori si concentrano nei mesi di luglio e agosto, mentre negli altri periodi dell’anno le settimane vendute diminuiscono sensibilmente.
La clientela internazionale tende a prenotare con maggiore anticipo, mentre quella nazionale presenta comportamenti più ravvicinati e una maggiore propensione alle prenotazioni last minute.
Il rapporto evidenzia infine una limitata integrazione tra gli operatori del charter e le filiere locali: il 100% degli intervistati esternalizza il rifornimento della cambusa e nessuno dispone di una licenza per agenzia di viaggio. Ne consegue la necessità di rafforzare i collegamenti con i produttori locali, la ristorazione, i servizi di transfer, le escursioni, la cultura e l’enogastronomia.
Nel 2025 la Blue Economy italiana comprende 253.599 imprese, pari al 4,3% dell’intero sistema imprenditoriale nazionale. Nel 2024 il comparto ha generato un impatto economico complessivo di 224,9 miliardi di euro, di cui 78,9 miliardi di valore aggiunto diretto e circa 146 miliardi derivanti da effetti indiretti e indotti.
L’industria nautica italiana
Nel 2025 l’industria nautica italiana ha raggiunto un fatturato di 8,72 miliardi di euro, con una crescita dell’1,4% rispetto al 2024 e dell’82% rispetto al 2019. La produzione nazionale vale 7,66 miliardi di euro. Il settore presenta una forte vocazione internazionale: il 78,5% della produzione nazionale, pari a circa 6,02 miliardi di euro, è destinato ai mercati esteri. Il 41,1% delle esportazioni è diretto verso i Paesi dell’Unione europea, mentre il 58,9% raggiunge i mercati extraeuropei.
La costruzione di nuove unità da diporto rappresenta il principale comparto dell’industria nautica italiana, con il 71,4% della produzione nazionale, pari a circa 5,47 miliardi di euro. Seguono gli accessori e componenti (20,2%), il refit, la riparazione e il rimessaggio (7,6%) e i motori (0,9%).
Il diporto nautico in Italia
Nel 2025 il parco nautico italiano è composto prevalentemente da imbarcazioni a motore, che rappresentano il 70,5% del totale. La dotazione media nazionale è di circa 43 imbarcazioni da diporto per 100 posti barca e di 21,6 posti barca per chilometro di costa. La distribuzione infrastrutturale è tuttavia molto disomogenea: il Nord dispone di circa 70 posti barca per chilometro, il Centro di 31 e il Mezzogiorno di soli 14. Tra il 2023 e il 2025 il Sud e le Isole registrano un incremento complessivo di 3.618 posti barca. Nel 2025 in Italia sono state rilasciate 15.279 nuove patenti nautiche, con un incremento del 2,5%. La Sicilia si colloca al secondo posto a livello nazionale per numero di nuove patenti, con 1.887 rilasci.
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