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Liberali Ue, ‘in Bulgaria Radev usa le istituzioni per portare voti a Iotova’ – Altre news

“A due giorni dal ballottaggio
presidenziale di domenica, i liberali e i democratici sono
profondamente preoccupati per l’uso, da parte del governo
bulgaro, delle istituzioni statali a sostegno della campagna
elettorale di uno dei candidati. I cittadini bulgari meritano
elezioni libere ed eque. I tentativi dell’attuale governo di
esercitare un’influenza politica sono estremamente preoccupanti
e contrastano con i valori europei”. E’ la denuncia del gruppo
Renew Europe al Parlamento europeo, che chiede “regole di
campagna elettorale lecite e corrette, un processo elettorale
imparziale e il rispetto dei diritti fondamentali di tutti i
bulgari”.

   
” Il giorno dopo il primo turno, il primo ministro Rumen Radev
ha invitato i cittadini bulgari a votare per la Presidente
Iliana Iotova. L’ufficio stampa ufficiale del governo, il sito
web e i canali social hanno successivamente pubblicato il suo
appello. È in gioco il confine tra partito e Stato, la parità di
trattamento tra i candidati e la fiducia nel processo elettorale
– avvertono i liberali europei -. Le istituzioni statali
appartengono a tutti i cittadini, non a un singolo partito o
candidato. Un ufficio stampa governativo, finanziato dai
contribuenti, costituisce un servizio pubblico e non uno
strumento di campagna elettorale”.

   
Valérie Hayer, presidente del gruppo Renew Europe, ha
dichiarato: “Ci aspettiamo che la Bulgaria torni immediatamente
sul percorso europeo; la posta in gioco non potrebbe essere più
alta. Solo due giorni fa, un’altra nave portacontainer è stata
colpita da un drone marino al largo della costa bulgara: si
tratta dell’ultimo di una serie di attacchi nel Mar Nero che
minacciano la sicurezza della Bulgaria e dell’intera Unione
europea. In un momento simile, i bulgari hanno bisogno di
istituzioni governative di cui potersi fidare e di elezioni la
cui correttezza sia fuori discussione. I cittadini bulgari hanno
dimostrato più volte il loro impegno verso l’Europa; le loro
istituzioni devono garantire il diritto fondamentale di
scegliere liberamente”.

   

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