Cento motivi per scendere in piazza

Anche la Confederazione Cobas Chieti-Pescara aderisce allo sciopero generale di venerdì 30 ottobre, con una manifestazione e un corteo che partiranno alle 10 da piazza Italia, davanti alla sede del Comune di Pescara. Il sindacato chiama alla mobilitazione lavoratori, studenti, associazioni e comitati civici per protestare contro le politiche del governo e richiamare l’attenzione sulle difficoltà economiche e sociali che interessano anche l’Abruzzo.
«Ci sono cento motivi per lottare contro le decisioni di un governo che negli ultimi anni ha degradato non solo l’economia, ma anche la situazione sociale, lavorativa, sanitaria, scolastica e salariale della popolazione italiana», sostiene l’esecutivo interprovinciale della Confederazione Cobas in una nota diffusa giovedì 29 ottobre.
Al centro della protesta ci sono il potere d’acquisto dei salari, la precarietà occupazionale, le condizioni dei servizi pubblici e le politiche sulla sicurezza. Il sindacato contesta inoltre le misure adottate nei confronti delle manifestazioni, ritenendole potenzialmente restrittive del diritto alla protesta.
«Senza tralasciare le misure coercitive prese nei confronti delle giovani generazioni, che in realtà possono essere applicate a qualsiasi tipo di protesta sociale e dunque tendenzialmente repressive», si legge nel comunicato.
La Confederazione Cobas invita quindi iscritti e lavoratori a partecipare al corteo di Pescara, con l’obiettivo di portare anche dall’Abruzzo una voce critica rispetto alle scelte economiche e sociali dell’esecutivo.
«La Confederazione Cobas aderisce convinta allo sciopero e invita i suoi iscritti a scioperare e a partecipare alla manifestazione di Pescara, affinché anche dall’Abruzzo si levi la protesta contro una sostanziale “economia di guerra”, che sta devastando il Paese», affermano i rappresentanti sindacali.
La mobilitazione avrà anche una forte connotazione territoriale. Per i Cobas, infatti, le difficoltà della regione non possono essere sottovalutate, a partire dalle condizioni occupazionali e dalle problematiche ambientali.
«Anche la situazione in Abruzzo non è ideale, come la si dipinge: disoccupazione o, peggio, sottoccupazione precaria, crisi ambientale, insicurezza nei posti di lavoro, tentativi di cementificazione delle aree di pregio sono solo alcuni dei problemi che assillano la popolazione abruzzese», sottolinea il sindacato.
Da qui l’appello ad allargare la partecipazione anche alle realtà impegnate nelle vertenze sociali e ambientali del territorio.
«Ci sono cento motivi per essere il 30 ottobre in piazza. I Cobas saranno presenti con le loro bandiere, gli slogan e i militanti», annuncia la Confederazione, invitando espressamente anche i comitati civici e le associazioni studentesche ad aderire all’iniziativa.
L’appuntamento è dunque per venerdì mattina alle 10 in piazza Italia a Pescara, punto di partenza del corteo promosso in occasione dello sciopero generale.
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