Calabria

Nel Pd di Catanzaro appena rinnovato già volano gli stracci

Non c’è pace per il Partito democratico catanzarese, vittima di sé stesso e ancora schiavo dei correntismi. La fase congressuale non ha ancora esaurito la sua coda di veleni, al netto delle dichiarazioni post-voto in cui il richiamo all’unità e alla collaborazione è stato unanime. Ma quelle parole – affidate anche alla stampa – sono rimaste lettera morta.
L’ultimo esempio l’ha offerto la nota della corrente congressuale Liberi e Uguali, la mozione che ha sostenuto la candidatura di Antonio Ionà poche settimane or sono e che dalle urne è uscita sconfitta contro la mozione di Vanessa Zinzi, eletta segretaria cittadina. «Apprendiamo con sconcerto di una comunicazione interna, con cui ci si chiede di non intervenire pubblicamente come Liberi e Uguali. La nostra mozione rappresenta la metà degli iscritti del Pd di Catanzaro ( (il 34% circa, secondo i dati diffusi dal Pd, ndr) e continuerà a svolgere un lavoro libero, costruttivo e privo di personalismi. Stupisce la tempestività con cui la segretaria cittadina rivendica un’intesa unitaria, quando dal giorno della sua elezione si è sottratta al confronto e al dovere di insediare gli organismi statutari. Nonostante i nostri ripetuti solleciti, il Coordinamento cittadino non è mai stato convocato e la fase congressuale resta bloccata». Hanno tuonato Antonio Ionà, Carla Rotundo, Beppe Apostoliti, Maria Chiara Chiodo e Piero Fiorino.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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