Umbria

Accordi di ristrutturazione dei debiti, ad Assisi il convegno: «Strumenti di risanamento aziendale»

Gli accordi di ristrutturazione dei debiti (Adr), pur non ancora pienamente valorizzati, possono diventare in prospettiva «uno degli strumenti più dinamici e centrali per il risanamento aziendale, in specie nella formula a efficacia estesa». È il messaggio emerso dal convegno Gli accordi di ristrutturazione dei debiti: prospettive tra codice della crisi e diritto unionale, che si è tenuto venerdì 23 e sabato 24 ottobre al Centro convegni Il Colle del Paradiso di Assisi. A sottolinearlo è stato l’avvocato Ivano Briganti, presidente del Centro studi di Diritto Commerciale Perusia, l’ente che ha organizzato l’evento insieme all’Osservatorio sulle crisi d’impresa.

Due giornate di studio, con accademici, magistrati e professionisti, per esaminare lo stato dell’arte degli Adr alla luce del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza e del loro costante confronto con i principi del diritto dell’Unione Europea. Al centro del dibattito le principali criticità applicative, le opportunità offerte dalle recenti riforme legislative e gli orientamenti giurisprudenziali più recenti. Una «scelta coraggiosa» secondo Massimo Ferro, presidente della prima sezione della Cassazione, quella di dedicare un intero convegno agli Adr. Un istituto, ha spiegato, «particolarmente scarno dal punto di vista normativo», con poche disposizioni che lo disciplinano, ma «numerosi punti di contatto con altri istituti del diritto concorsuale e con il diritto civile». Molto utilizzato dai professionisti, ha osservato Ferro, risulta meno familiare agli imprenditori.

Durante il convegno è stato spiegato come gli accordi di ristrutturazione dei debiti sono stati rivitalizzati nel Codice della crisi d’impresa del 2022. «Gli Adr – ha aggiunto Cristina Bertinelli, consigliere nazionale Cndcec – costituiscono uno strumento molto importante per aiutare l’impresa in difficoltà e quindi favorire un recupero di efficienza e di equilibrio economico finanziario. Come commercialisti crediamo di poter rivestire, la legge ce lo riconosce, un ruolo centrale perché siamo in grando di assistere l’imprenditore ma anche attestare e dare un contributo sotto il profilo giuridico». Per Teresa Giardino, presidente del Tribunale di Perugia, si tratta di «uno strumento relativamente recente» che sta avendo sviluppo soprattutto negli ultimi tempi, permettendo ai debitori di riottimizzare la propria posizione debitoria con «strumenti più negoziali che giudiziali», attraverso accordi con i creditori sottoposti al controllo del Tribunale. Come ogni istituto nuovo, ha concluso, richiede approfondimenti «perché è in grado di coprire attraverso la sua struttura tutti i tipi di insolvenza», però «i problemi sono diversi e quindi anche sotto il profilo giuridico man mano che si verificano nuovi casi anche noi riusciamo ad affinare le soluzioni».

E’ stata inoltre evidenziata la necessità di estendere le indagine «ai rapporti con categorie particolari di creditori qualificati, come gli enti pubblici e i finanziatori bancari, ai quali il legislatore dedica apposite disposizioni, così ponendo all’interprete e alla pratica applicativa nuove questioni, di continuo raccordo e intreccio con altre soluzioni concorsuali».

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