Sicilia

Sicurezza e legalità nei cantieri: «Serve una svolta immediata»

Non bastano più i convegni e i soliti percorsi celebrativi per arginare una piaga che in Sicilia continua a mietere vittime. In coincidenza con la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, che si svolge dal 19 al 24 ottobre, l’attenzione del settore delle costruzioni nell’Isola è puntata su un quadro epidemiologico drammatico: gli incidenti mortali sul lavoro e gli infortuni traumatici con esiti invalidanti sono in costante aumento. Un consuntivo che impone di passare dalle parole ai fatti e di intervenire con urgenza sulle maglie della prevenzione.

A tracciare l’analisi della situazione e le priorità d’azione è Paolo D’Anca, vicepresidente di Edilcassa Sicilia (la cassa edile e degli artigiani dell’edilizia dell’Isola) e segretario generale della Filca Cisl Sicilia. Il punto di partenza è l’inadeguatezza degli attuali standard formativi di ingresso per chi inizia a lavorare in cantiere. «Sono poche 16 ore di formazione per chi entra nei cantieri per la prima volta, soprattutto se pensiamo alla presenza sempre più massiccia di lavoratori stranieri che affrontano già l’ostacolo della padronanza della lingua. Ce ne vorrebbero almeno 40 ore per fornire strumenti di tutela reali e comprensibili», dichiara D’Anca.

Il problema si amplifica nell’universo dell’artigianato e delle micro-imprese, spina dorsale dell’edilizia siciliana: «Nel mondo degli artigiani, più che in quello strutturato e articolato delle medie e grandi industrie, i rischi sono maggiori. Spesso in queste piccole realtà si lavora in un ambito quasi familiare e si danno per scontati elementi di protezione determinanti per l’incolumità. A questo si aggiunge un ricorso sempre più frequente e pervasivo ai subappalti, che parcellizza le responsabilità e abbassa la guardia. La percezione del rischio deve essere sempre quella del lavoro sul campo, ed è qui che i corsi di formazione diventano decisivi».
Per rendere operativa questa svolta, il sindacato e l’ente paritetico puntano a novità contrattuali e istituzionali senza precedenti: «È fondamentale inserire nel contratto dei lavoratori Anaepa Sicilia – l’associazione che rappresenta le imprese artigiane della filiera, dalle costruzioni complesse fino a pittura e finiture – l’accesso libero ai cantieri per sviluppare un’attività capillare di prevenzione e controllo direttamente sui luoghi di lavoro. Inoltre, proponiamo di stilare un protocollo esecutivo con le forze dell’ordine per lo scambio tempestivo dei dati. Sarebbero novità concrete di enorme portata: quest’anno abbiamo preferito impegnarci in questa direzione operativa piuttosto che organizzare i soliti eventi formali, per dare un significato reale a questa settimana della sicurezza».

Un’impostazione condivisa e rilanciata da Giuseppe La Rosa, presidente di Edilcassa Sicilia, che concentra la propria attenzione sulle modalità di apprendimento e sulle tutele da recepire nei rinnovi contrattuali di categoria. «I corsi di formazione sono l’arma principale di prevenzione, ma devono cambiare pelle», sottolinea La Rosa.
«Nell’ambito dei rinnovi contrattuali occorre inserire una formazione più pratica e meno burocratica, strutturata in modo da poter essere assimilata dai lavoratori con facilità e con effettivo interesse, evitando che si riduca a un mero adempimento cartaceo che non lascia traccia nella quotidianità del cantiere». Le trattative contrattuali dovranno farsi carico anche dei nuovi rischi legati all’organizzazione del lavoro e al contesto climatico dell’Italia meridionale.

«Nel rinnovo contrattuale del settore – conclude il presidente di Edilcassa Sicilia – dobbiamo inserire garanzie specifiche su due fronti cruciali: la tutela degli aspetti psicologici, che riguardano sia i datori di lavoro che gli operai di fronte a ritmi e pressioni crescenti, e la tutela dal rischio calore. Nel Mezzogiorno e in Sicilia le temperature estreme sono un problema strutturale con cui fare i conti per diversi mesi all’anno, ed è indispensabile codificare stop e turnazioni per salvaguardare la vita e la salute di chi lavora sotto il sole».


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