Cultura

Spring Hill Post Tide – The City Portal Will Be Open

Mamma Mia Santa che disco.

Se in Cina cominciano a produrre dischi del genere con questa qualità e questa maestria, ne sentiremo delle belle.

Se amate tutto ciò che è kraut-rock, psichedelia, space-rock e avant-jazz, tuffatevi a capofitto dentro questo capolavoro.

Credit: Bandcamp

Un disco colossale, destinato a diventare una pietra miliare del genere.

Gli Spring Hill Post Tide sono di Wuhan e debuttano sulla lunga durata con il loro primo LP: “The City Portal Will Be Open”.

Difficile e ingiusto citare un brano su un altro. Basta dire che l’album non perde per un solo secondo tensione, ritmo, creatività, attenzione ai dettagli.

A cinquant’anni suonati e con decine di migliaia di dischi ascoltati, mi è capitato raramente di commentare un lavoro così completo, ovviamente stando nei generi sopra citati.

La band unisce improvvisazione e intuizione a una rigorosissima ricerca formale. Proprio la tensione tra controllo e abbandono è uno degli aspetti più interessanti del lavoro. Oltre alla classica strumentazione rock, usano theremin, ney, bansuri, sitar, violini e, naturalmente, sassofoni che imperversano con una qualità pazzesca.

Il portale verso il cosmo si apre dunque a Wuhan, tra scuole semidistrutte, un grande lago e torri residenziali che sembrano prigioni. Il gruppo apre una porta nel cuore delle rovine e cerca una via di fuga verso l’infinito.

Derive, abrasioni e aperture spirituali attraversano gli undici brani. In alcuni momenti dominano il kraut e lo space-rock, in altri un avant-jazz spirituale e pieno di tensione la fa da padrone. La psichedelia non è mai ostentata né inutilmente allungata ma si ritaglia dei momenti preziosi attraverso l’uso sapiente della strumentazione e dei respiri all’interno delle composizioni.

Un manipolo di musicisti si è unito nel 2022 e, dopo alcune uscite sulla breve durata, ci ha regalato un album straordinario.


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